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Biglietti San Siro, Cappato: il sistema va cambiato. Ecco le mie proposte

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 19:36
03/02/12

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente dei Radicali - federalisti europei al Comune di Milano

Avevo posto la questione della scarsa trasparenza nella distribuzione dei biglietti omaggio per San Siro appena ho ricevuto i primi biglietti. Nel porre il problema, ho subito provato ad indicare alcune soluzioni.

Ora che si è saputo qualcosa di come sono effettivamente distribuiti i biglietti e anche altri sembrano esserti accorti che c'è qualcosa che non va, ribadisco le mie proposte: primo, far sì che i biglietti siano nominativi e non trasferibili; secondo, rendere pubblica e trasparente sul sito del Comune l'attribuzione; terzo, creare dei criteri precisi di assegnazione sia per le esigenze protocollari che per l'utilizzo "sociale" e benefico dei biglietti; quarto, rinegoziare la convenzione per diminuire il numero di biglietti in cambio di risorse (da destinare ad esempio per attività sportive di giovani  e persone disabili), oppure ottenere la possibilità di rivendere all'asta i biglietti per alimentare un fondo a quei fini dedicato.

Così facendo si darebbe una bella risposta alla città, senza demagogie ma anche senza continuare con cattive pratiche ereditate dal passato.

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Carcere: l’addio di Franco Ionta, l’arrivo di Giuseppe Tamburino. Commento di Rita Bernardini

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 16:43
03/02/12

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale: 

Di una cosa voglio dare atto a Franco Ionta che pure ho sommerso di centinaia di interrogazioni sull’illegale condizione delle carceri italiane. Egli (e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria da lui guidato)  ha sempre agevolato in ogni modo le visite di sindacato ispettivo in qualsiasi istituto penitenziario italiano.

Ricordo non solo le iniziative di visite ispettive di massa di parlamentari dei Ferragosto in carcere, ma anche l’intervento diretto in alcune situazioni, così come l’autorizzazione senza limitazioni che concesse alle telecamere di radioradicale.it di riprendere le condizioni di massimo degrado delle celle detentive di alcuni istituti, filmati poi trasmessi da TV nazionali e regionali. 

Quanto al magistrato Giuseppe Tamburino subentrato a Ionta al DAP, voglio solo augurarmi che da Capo del Dipartimento non frapponga lo stesso muro di gomma di quello che ho dovuto registrare quando gli ho segnalato la totale situazione di illegalità della sezione nuovi giunti del carcere di Regina Coeli descritta con precisione in un’interrogazione parlamentare indirizzata al guardasigilli. Da Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma avrebbe dovuto intervenire immediatamente e, invece, sono passati mesi senza il ben che minimo cenno di riscontro.

Eppure, secondo L’art. 5 del  D.P.R . n. 230 del 30 giugno 2000 “Il magistrato di sorveglianza, nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza, assume, a mezzo di visite e di colloqui e, quando occorre, di visione di documenti, dirette informazioni sullo svolgimento dei vari servizi dell'istituto e sul trattamento dei detenuti e degli internati. Perché non è intervenuto? Avrebbe potuto e dovuto ordinare al Ministero della Giustizia di rimuovere la situazione di vera e propria tortura di detenuti ristretti in meno di due metri quadrati per 23 ore e 40 minuti al giorno, solo per citare le violenze più evidenti.

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Tibet: depositata oggi al Consiglio Regionale del Lazio una mozione sulla drammatica situazione in Tibet firmata da trenta consiglieri di quasi tutti i gruppi politici

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 16:04
03/02/12

Dalla Regione Lazio avviata in tutta Ittalia la campagna "Le regioni italiane per il Tibet", la stessa mozione verrà depositata in tutti i Consigli regionali Italiani.

Su iniziativa dei Consiglieri Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella e di Isabella Rauti, Pdl,  rispettivamente  Presidente e Vice Presidente  dell’Intergruppo sul Tibet al Consiglio Regionale del Lazio, è stata depositata oggi una Mozione sulla drammatica situazione in Tibet firmata da trenta consiglieri di quasi tutti i gruppi politici. Il testo della Mozione chiede che vengano attivate in tutte le sedi iniziative contro tutte le forma di violenza contro il popolo tibetano e ad esortare il governo cinese ad avviare subito politiche di dialogo con le autorità civile e religiose tibetane che vivono in esilio. Nella Mozione si chiede di intervenire in tutte le sedi affinchè vengano fornite notizie sulla condizione dei monaci arrestati e portati via da alcuni monasteri e di altri che si sono dati fuoco in questi ultimi mesi per denunciare le gravi oppressioni subite. La Mozione chiede anche che in occasione del 10 marzo venga esposta nella sede della Regione Lazio la bandiera del Tibet.

 

Dichiarazione di Rocco Berardo,  Presidente dell’Intergruppo sul Tibet al Consiglio Regionale del Lazio:

“Con questa iniziativa è partita oggi dall’Intergruppo sul Tibet del Consiglio Regionale del Lazio  la campagna “Le Regioni italiane per il Tibet” che prevede il deposito della stessa Mozione in tutti i Consigli Regionali italiani con richiesta di esporre la bandiera del Tibet in tutte le sedi regionali d’Italia. Il prossimo 9 marzo è previsto un convegno nazionale che vedrà la partecipazione della Comunità tibetana in Italia e di tutte le Associazioni pro-Tibet, con la partecipazione dei Consiglieri che hanno depositato la Mozione nei rispettivi consigli Regionali.   Sabato 10 marzo, in occasione del 53° Anniversario dell’insurrezione di Lhasa, è previsto un sit-in nonviolento davanti alla sede dell’Ambasciata cinese di Roma.  Ringrazio tutti i consiglieri regionali che hanno aderito a questa importante iniziativa per sostenere il popolo tibetano e mi auguro che la Mozione venga calendarizzata dal Consiglio regionale al più presto”.

 

Ritardo pagamenti imprese. Beltrandi sospende il digiuno. L’adesione dell’on. Giuseppe Moles (PdL)

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 15:10
03/02/12

In seguito a un impegno del Governo per quel che riguarda la questione dei ritardi nei pagamenti alle piccole e medie imprese e ai professionisti da parte della Pubblica Amministrazione, Marco Beltrandi, che aveva iniziato undici giorni fa uno sciopero della fame, ha annunciato per il momento di sospenderlo.

Ieri il parlamentare Giuseppe Moles, del PdL gli aveva comunicato di aderire all’iniziativa, condividendone gli obiettivi:

“Dalla mezzanotte di oggi anche io, come tanti imprenditori in Italia, ho iniziato uno sciopero della fame di 24 ore come testimonianza di protesta contro i ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti di professionisti e piccole e medie imprese. Ho sottoscritto anche io 3 anni fa (come altri 80 deputati di tutti i gruppi parlamentari) la Proposta di Legge a prima firma Beltrandi proprio per far si che ogni giorno imprese competitive non chiudano strozzate dai crediti non riscossi dalla P.A.. Ritengo ormai improrogabile che il governo dia soluzione alla questione dei diritti negati per i ritardi di pagamenti: ad oggi l'esposizione della P.A. Nei confronti delle imprese è pari a 90 miliardi di euro e le imprese attendono tempi biblici per avere quanto dovuto, il governo Monti ha stanziato solo 5,7 miliardi dei 90 dovuti, e il nuovo testo dell'art 14 della legge comunitaria non risolve ma rimanda di mesi il problema. La certezza del diritto si fonda sul principio che i patti devono essere rispettati: quale credibilità può avere uno stato se non è leale e non rispetta i patti?”.

Sempre nella giornata di ieri, Beltrandi è intervenuto alla Camera, ricordando che oltre a lui erano in sciopero della fame anche numerosi imprenditori. Beltrandi ha ricordato che “…c'è una proposta di legge di tre anni fa che è stata presentata insieme al collega Antonio Misiani del Partito Democratico che è stata sottoscritta da 80 parlamentari di tutti i gruppi, eccetto la Lega Nord Padania, ma in questi tre anni fra interpellanze, appelli non si è praticamente addivenuto a nulla. Ora, a fronte di tutto questo e a fronte della censura pressoché totale, eccetto di “Radio Radicale”, su questa battaglia politica in corso, cosa abbiamo? Abbiamo l'articolo 14 nella nuova formulazione che è stata sottoposta stamattina al nostro esame. Devo dire che, certo, noi voteremo questo articolo 14 perché sicuramente, rispetto al nulla che si stava profilando ieri, rappresenta comunque un passo avanti; però, devo anche dire una cosa: si parla di sei mesi, almeno sei mesi più altri 40 giorni, così leggo. Fra sei mesi e 40 giorni, o non so cosa, non so quante imprese nel frattempo avranno chiuso, quanti operai saranno stati licenziati e il danno che avremo arrecato all'economia di questo Paese e anche ai conti pubblici”.

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Articolo 18, De Lucia e Pannella: il governo tolga ogni alibi ai sindacati e alla confindustria e faccia propria la proposta di legge radicale per una moratoria dell’articolo 18 per i nuovi assunti nelle imprese fino a trenta dipendenti

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 13:43
03/02/12

Proponiamo misure per consentire alle imprese di aumentare le assunzioni, non i licenziamenti. 

Dichiarazione di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani, e di Marco Pannella: 
 
Sull’articolo 18 continua a riproporsi il solito muro-contro-muro ideologico a colpi di veti incrociati, che rischia di tradursi solo in maggiori e forse disastrose tensioni, o nel solito nulla di fatto. Entrambe le cose lascerebbero irrisolto uno dei problemi principali che riguardano il lavoro in Italia.

Proponiamo al governo, con urgenza, di fermarsi e di cambiare, pragmaticamente, metodo: tolga ogni alibi ai sindacati e alla Confindustria, e faccia propria la proposta di legge presentata già lo scorso anno dai deputati Radicali (primo firmatario Marco Beltrandi), che prevede una moratoria triennale dell’articolo 18 per i nuovi assunti nelle imprese fino a 30 dipendenti, con monitoraggio costante e relazione annuale al Parlamento sull’attuazione del provvedimento.

A nostro avviso, in questo modo si ridurrebbe il lavoro nero e i titolari delle imprese oggi fino a 15 dipendenti sarebbero incoraggiati ad assumere nuove persone, senza il timore di contrarre un matrimonio indissolubile, e le piccole imprese italiane avrebbero maggiori possibilità di crescita.

Quella che proponiamo, laicamente, è una misura per consentire alle imprese di aumentare le assunzioni, non i licenziamenti: si metta alla prova la nostra proposta e si verifichi nei fatti se, come pensiamo, questa riforma consentirà di creare nuovi, preziosissimi posti di lavoro.

Roma, 3 febbraio 2011

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Depositata anche in Puglia una proposta di legge sulla Cannabis terapeutica. Se ne discuta, i malati non possono aspettare

Libertà  di ricerca scientifica - Fri, 2012-02-03 13:42

L’Associazione Luca Coscioni apprende con soddisfazione dell'avvenuto deposito di una nuova proposta di legge regionale presso il consiglio regionale della Puglia a prima firma del Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà , Pino Lonigro, per facilitare il reperimento dei farmaci cannabinoidi .
Speriamo – afferma Andrea Trisciuoglio, membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni - che questo deposito sia seguito da un diffuso e continuativo impegno per la di discussione e approvazione della proposta di legge che sostanzialmente riprende quella che come associazione proponiamo in tutti i consigli regionali d'Italia.
Auspichiamo, quindi, che si realizzi, anche in Puglia, che già meritoriamente aveva trattato del tema con la delibera 308 del 2010, una più ampia comunione di intenti tra le forze politiche affinché si possa incardinare subito in commissione un tema, quello dell’utilizzo della cannabis come farmaco terapeutico, che seppur pacifico in campo medico incontra ancora incredibili ostacoli burocratici e “culturali”. Numerosi derivati naturali o di sintesi della cannabis hanno proprietà terapeutiche riconosciute per molte patologie tanto da risultare inseriti, fin dal 2007, nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica.


A differenza della Delibera 308 che indica tra i medici prescrittori solo il neurologo, l'oncologo e il medico per la terapia del dolore (limitando l'accesso a chi ha altre patologie come il glaucoma o l'HIV), la proposta di legge depositata è molto più vicina alle necessità dei pazienti, indicando anche il medico curante tra i prescrittori.
E’ proprio a queste limitazioni normative che vuole rispondere il progetto di legge scritto in collaborazione con le associazioni "Pazienti impazienti cannabis", "Luca Coscioni" e "Cannabis terapeutica", depositato presso il Consiglio regionale della Puglia. Il testo depositato da Sinistra Ecologia e Libertà è il medesimo di una campagna nazionale delle suddette associazioni perché in tutte le Regioni si abbia una disciplina omogenea. La proposta di legge regionale è stata già depositata nel Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

 

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Continua il tour della monnezza: "Per andare là...dove nessuno è mai giunto prima"

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 12:40
03/02/12

Bolognetti sul nuovo ciclo dei rifiuti: "mani della partitocrazia e delle ecomafie"

da Il Quotidiano della Basilicata, 3 febbraio

di Maurizio Bolognetti

La presenza di toluene nella discarica di Carpineto fa supporre che anche a Lauria potrebbe essersi replicato il modello Tricarico. Come molti ricorderanno, nel comune che diede i natali a Rocco Scotellaro, governato a giorni alterni dal sindaco Antonio Melfi, il 30 aprile del 2009 i Carabinieri del Noe accertarono che, grazie a falsi certificati analitici, erano stati smaltiti nella locale discarica di Rsu rifiuti pericolosi provenienti da una conceria di Avellino. Il toluene, come è noto, è un idrocarburo aromatico cancerogeno e la sua presenza in una discarica di rifiuti solidi urbani fa nascere cattivi pensieri difficili da scacciare.

Di certo vicende come quella di Tricarico e Carpineto maturano in una realtà dove da troppo tempo non si riesce a far decollare la raccolta differenziata. Discariche e inceneritori, inceneritori e discariche. Di tutta evidenza, in Basilicata  la raccolta differenziata fino ad oggi è stata stritolata dalla lobby “tecnologica” degli inceneritori e da quella “arcaica” delle discariche. Eppure, già negli anni ’90 L’UE invitava gli stati membri a perseguire il trinomio virtuoso prevenzione-differenziata-riciclaggio. E se il decreto Ronchi(1997) prevedeva che entro il 2003 si raggiungesse il 35% di differenziata e il Codice dell’Ambiente(D.LGS 152/2006) che si arrivasse al 65% entro il 2012, va da sè che la Lucania fenix, attestata intorno al 15%, è lontanissima dall’obiettivo e da una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti.

Sul ponte di comando della monnezzopoli lucana, il comandate Kirk sta per esplorare nuovi mondi “per andare là dove nessuno è mai giunto prima”. La rampa di partenza è la stazione di trasferenza di Tito scalo: una sorta di mega parcheggio per sacchetti in attesa di smaltimento.

Vedere le strade di un capoluogo di regione, che vanta meno abitanti del quartiere Arenella di Napoli, invase dai rifiuti dovrebbe far riflettere sulla cronaca di un fallimento più volte annunciato e verrebbe da dire scientificamente perseguito.

Intanto, l’osservatorio regionale dei rifiuti osserva e riprende il tour della monnezza con tappa d’obbligo presso l’inceneritore della EDF, che per mantenere fede al suo nome è risorto da un’inchiesta che vede sul banco degli imputati 5 suoi dirigenti.

L’osservatorio osserva, i rifiuti si accumulano nelle strade di potenza e nel Piano d’azione per il raggiungimento degli obiettivi di servizio si manifesta l’intenzione di aprire due nuovi inceneritori, in una regione che ha la più bassa produzione procapite di rifiuti. Basti pensare che la produzione procapite in provincia di Potenza è di 1,01 kg al giorno, a fronte di una media nazionale che fa registrare un 1,45 e una media del Mezzogiorno pari a 1,35 kg.

Nuovi inceneritori, nuove discariche, impianti di produzione di CDR, il tutto in barba all’art.4  della Direttiva CE 2006/12 che recita: “Gli stati membri adottano le misure necessarie ad assicurare che i rifiuti siano recuperati e smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo.”

E questo per non citare la direttiva 2008/98/CE, nella quale si afferma che gli stati membri non dovrebbero promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l’incenerimento, ma operare in linea con la gerarchia dei rifiuti e con l’obiettivo di realizzare la società del riciclaggio.

Per l’ennesima volta invitiamo i vertici della Regione e delle Province lucane a riflettere su una gestione del pianeta rifiuti per niente virtuosa. Occorre una rapida inversione di rotta basata sulla strategia delle “5 R”: Riduzione, Riuso, Riparazione, Riciclo, Ricerca. Se così sarà, di certo riusciremo a garantire un ambiente meno inquinato e in un futuro prossimo una Tarsu più leggera.

Si tratta di scegliere: da un lato la legalità che vive nel rispetto delle direttive dell’Unione e delle leggi della Repubblica; dall’altro gli affari più o meno leciti, più o meno illeciti, che arricchiscono pochi e inquinano molti. 

Approfondimenti

Bolognetti: temo smaltimenti illeciti (Nuova del Sud, 3 febbraio)

Radicali intervengono su questione rifiuti (La Siritide, 2 febbraio)

Zamparutti chiede se saranno realizzati due termovalorizzatori (Lucaniatv, 2 febbraio)

Bolognetti(Radicali) su gestione ciclo rifiuti (Basilicatanet, 2 febbraio)

 

Linee guida legge 40: illegittima la delibera della Giunta regionale della Campania. Interrogazione del consigliere di Sel Mucciolo.

Libertà  di ricerca scientifica - Fri, 2012-02-03 11:22

La giunta regionale della Campania, lo scorso dicembre, ha deciso che dalla commissione che dovrà elaborare le nuove linee guida regionali sull’applicazione della legge 40/2004, che norma la procreazione medicalmente assistita, debbano essere esclusi i rappresentanti dei centri privati di fecondazione assistita, inserendo nella commissione i soli rappresentanti dei centri pubblici e altre figure. Nella delibera di giunta non vengono riportate le motivazioni di tale esclusione.
Ci chiediamo su quale base la giunta Caldoro abbia messo in atto questa estromissione?
Su base medico-scientifica? No di certo, in quanto gli specialisti nel privato non sono da meno in quanto a capacità rispetto a quelli che lavorano nelle strutture pubbliche. Lo testimoniano i risultati seguiti alla Circolare Degan del 1985 che stabiliva che alcune tecniche di fecondazione assistita potessero essere effettuate solo nel privato per offrire maggiori chance alle coppie che desideravano un figlio. Ricordiamo, a proposito, che in Campania ci sono 40 centri di fecondazione assistita, di cui 31 privati e 9 pubblici.


Oggi, dunque, la decisione della giunta Campana appare atipica, immotivata e lesiva del diritto di accesso alle cure da parte dei cittadini perché esclude dalla commissione professionisti che potrebbero certamente portare un beneficio alla redazione del nuovo testo delle linee guida regionali, a favore della collettività.
Non vorremmo pensare che tale esclusione derivi da decisione di matrice politica, per favorire il pubblico al posto del privato, per favorire cioè le nomine politiche dei dirigenti dei centri pubblici, per favorire l’ingerenza in materia sanitaria da parte di una amministrazione che dovrebbe essere disinteressata alle nomine dirette ma interessata a quelle meritocratiche e alla salute dei cittadini campani.
Si delineano per questo, inoltre, profili di illegittimità della delibera per eccesso di potere.
Insieme al Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà Gennaro Mucciolo che ha depositato su nostra istanza una interrogazione regionale abbiamo dunque evidenziato alla giunta regionale tale esclusione dal tavolo tecnico, chiedendo anche una motivazione con l’integrazione nella stessa commissione dei centri privati.

 

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Finalmente via gli Opg, ma il difficile viene ora

Libertà  di ricerca scientifica - Fri, 2012-02-03 11:07

 La decisione non può, evidentemente, che rallegrare: entro, e non oltre, il 31 marzo del prossimo anno tutti gli Ospedali psichiatrici giudiziari in Italia saranno chiusi. I detenuti, 1500 persone circa, saranno trasferiti in centri, finalmente, adeguati alla cura delle patologie che li affliggono. Avrà così finalmente fine quello che il presidente della repubblica Napolitano ha definito «l`estremo orrore dei residui Opg, inconcepibile in qualsiasi paese appena civile».

Gli Opg sono un luogo di indicibile sofferenza. Nel corso delle mie visite ispettive sono venuta a conoscenza di una quantità di storie penose e atroci: un uomo di 58 anni, rinchiuso da otto nell`Opg di Aversa, che con un lenzuolo si impicca; aveva saputo che la sua pena era stata prorogata ancora una volta e che, nonostante da tempo fosse stato giudicato non più "socialmente pericoloso", sarebbe rimasto rinchiuso lo stesso; un altro caso, quello di M., 30 anni: nel 2004 è arrestato per aver guidato contromano con il motorino. Finito in un Opg, di proroga in proroga sono passati sei anni.

 

La questione, insomma, non può essere risolta con un mero tratto di penna, non è sufficiente stabilire che quello che è stato non deve più essere, e pensare che il problema si risolva da sé. È vero: per troppo tempo gli Opg sono stati un territorio dimenticato in cui ogni dignità è annullata. Il parlamento ha fatto un importante passo verso la chiusura; ma ora?
Esperti e personale sanitario che ho consultato per la realizzazione del mio Matti in Libertà. L`inganno della legge Basaglia, unanimi mi hanno detto che per circa il 40 per cento degli internati la pericolosità sociale non c`è, potrebbero uscire. Il problema è che i magistrati di sorveglianza
non sanno dove mandarli; per questo prorogano all`infinito la loro permanenza. Manca, insomma, quella rete di assistenza e sostegno indispensabile perché il malato non si trovi abbandonato a se stesso. Si pensa, si ipotizzano strutture territoriali a carico del Sistema sanitario nazionale. Con quali risorse, energie, mezzi? Il rischio che pavento, è quello di una replica di quanto avvenne alla fine degli anni `70, quando si varò frettolosamente quella che poi è diventata per tutti la "legge Basaglia", unicamente per evitare il referendum radicale con il quale si intendevano abrogare alcune parti della vecchia legge manicomiale del 1904. Una "riforma" che lo stesso Basaglia criticò duramente: «Attenzione alle facili euforie. Non si deve credere di aver trovato la panacea a tutti i problemi del malato di mente... Negli ospedali ci sarà sempre il pericolo dei reparti speciali, del perpetuarsi d`una visione segregante ed emarginante...»; aveva ben presente che - lo diceva nel 1978 - era necessario lottare per superare i «tanti aspetti farraginosi, ambigui, contraddittori di questa legge perché siano portati alla ribalta e corretti». E ci metteva in guarda dal fatto che un episodio drammatico, un comportamento di estrema violenza di un malato, enfatizzato (e magari strumentalizzato) dalla stampa, poteva farci riprecipitare indietro, azzerare tutto il buono che si è riusciti a fare finora. Occorre, insomma, trovare dei contravveleni alle mille speculazioni che non si mancherà di porre in essere.
Psichiatria Democratica, che da sempre si batte per il superamento di queste istituzioni, attraverso i suoi dirigenti, Luigi Attenasio, Cesare Bondioli ed Emilio Lupo ci mette in guardia dai facili entusiasmi. Non ci si nasconde che la nuova fase è l`inizio di un percorso non privo di difficoltà e ostacoli; forti dell`esperienza maturata elencano punti che ritengono indispensabili:
1) Individuare nella Conferenza stato-regioni il fulcro ed il punto di raccordo dove incardinare i program- mi operativi degli attuali sei Opg da chiudere. 2) Assicurare risorse economiche
certe, stabilizzando in bilancio anche i fondi erogati dal ministro della salute e quelli provenienti dal ministero di giustizia, vincolando parte delle attuali risorse della Cassa ammende. 3) Assicurare il ruolo centrale dei D.s.m. territoriali, nel definire e attuare i progetti individualizzati di dimissione per ciascuna persona internata, coinvolgendo famiglie, istituzioni, enti locali.
Non solo. Elenco alcuni "nodi" che attendono di essere sciolti. a) Occorre metter mano a una riforma degli articoli del codice penale e di procedura penale che si riferiscono ai concetti di pericolosità sociale del "folle reo, di incapacità e di non imputabilità", che determinano il percorso di invio agli Opg, e quindi, d`ora in poi, l`invio alle nuove "residenze psichiatriche". Residenze non meglio qualificate, il cui numero dovrà stabilito dalle regioni (sulla base di quali criteri?). b) È fin troppo facile prevedere la moltiplicazione di queste residenze, ciascuna delle quali doveva essere inizialmente dotata di 20 posti letto: numero poi scomparso, in sede di definitiva approvazione del decreto in aula. L`allestimento di "nuove residenze psichiatriche", che si potranno supporre più appropriate sotto il profilo logistico, e più assistite sotto il profilo sanitario, legittimerà le varie istanze sanitarie e giudiziarie ad abbassare la soglia di accesso ai nuovi surrogati degli Opg. E mentre è facile prevedere un notevole aumento del numero degli internamenti, nulla garantisce che l`abnorme sistema di proroghe delle misure di sicurezza, attualmente utilizzato, venga a cessare. c) La proliferazione di residenze ad alta sorveglianza, dichiaratamente sanitarie, riconsegna agli psichiatri la responsabilità della custodia, ricostruendo in concreto il nesso cura-custodia, e quindi responsabilità penale del curante-custode. d) Si continua a non stabilire garanzia alcuna per l`internato, a differenza del regime carcerario, in cui quantomeno una serie di garanzie per i detenuti - in primis la certezza di fine pena - esistono in misura molto articolata. In altre parole, si rifondano nel 2012 misure specifiche per i "folli rei": da un lato si ribadisce un nesso inaccettabile, riproponendo uno stigma di carattere generale; dall`altro ci si collega a sistemi di sorveglianza e gestione esclusiva da parte degli psichiatri, ricostituendo in queste strutture tutte le caratteristiche dei manicomi.
Il ministro della giustizia Severino ha assicurato che i malati socialmente pericolosi non saranno lasciati liberi mentre quelli non particolarmente pericolosi saranno sorvegliati discretamente da agenti penitenziari e da infermieri. Bisogna però uscire dal vago, definire percorsi, risorse, mezzi. Troppe volte abbiamo visto ambiziose riforme naufragare per la mancata attuazione delle necessarie strutture.

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Guardate cosa combina Marco su Facebook

Radicali italiani - Fri, 2012-02-03 00:01
02/02/12

Riportiamo di seguito i commenti di Marco Pannella sulla sua pagina di Facebook. Potete commentarli anche in questa pagina.

ore 21.20

Avete sentito il grande dibattito su La7 con Francesco Rutelli, propria ora terminato? Lui, certo, poverino… mica è più uno di noi! :-) Avete visto come erano cattivi Lilli Gruber e il PM Antonio Padellaro? ;-)))

ore 22.20

Gli dovevano chiedere, quando Francesco Rutelli ha lanciato a Otto e Mezzo la sfida a tutti i politici italiani, dicendo che sicuramente lui è il più povero di tutti loro: "compreso Pannella?" ...Ma Lilli Gruber e anche Padellaro stavano buoni buoni. Adesso su Piazza Pulita La7 cercano di riprendersi e, con la presenza del povero Parisi sono un po più... cattivelli. Ma hanno ben presente che in fondo il buon Francesco non è più Radicale, no? E, almeno per questo, un pochino, devono usare molti riguardi. Mica è un maialone come noi! Ciao Bobaccio!

ore 23.40

Ao! Ma proprio nessuno se ricorda noi maialoni, e io maiolone capo, distribuivamo PER STRADA i soldi del finanziamento pubblico? A proposito: continuo a incontrare per le strade di Roma ex “ragazzi” che avevano fatto la fila, per le 50.000 o le 10.000 lire, e dicono che quei soldi non li hanno spesi, ma li hanno incorniciati. Maialone io e… credo anche loro. :-) L’Italia è anche questa, e cercano tutti quanti, ma proprio TUTTI, di cancellarla, di ignorarla, di sputtanarla!

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Maurizio Turco replica a L'espresso sul bilancio della Lista Pannella

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 19:16
02/02/12

Di seguito la lettera che l'on. Maurizio Turco ha inviato al direttore de L'Espresso per precisare quanto apparso nell'articolo pubblicato oggi sull'edizione online del settimanale, dal titolo «Quanti soldi ai partiti fantasma», nel quale Silvia Cerami scrive di un "buco inspiegabile" nel bilancio 2010 della Lista Pannella: 

« Egregio Direttore,

L’Espresso pubblica in un articolo a firma di Silvia Cerami alcune cifre estrapolate dal bilancio 2010 della Lista Pannella per arrivare a scoprire un ”buco inspiegabile”.

Se non si aveva voglia di recarsi alla Camera per visionare il bilancio con relativa relazione si poteva risparmiare fatica chiamandoci. Inoltre, come prevede la legge, bilancio e relazione sono stati pubblicati il 28 e 29 giugno 2011 su due quotidiani, Il Foglio e Il Riformista. 

Come spiegato nella relazione al bilancio chiuso al 31 dicembre 2010, nel corso dell’anno 2010 ci sono stati oneri e proventi straordinari. 

Proventi straordinari per € 845.470 (a seguito di una transazione stragiudiziale con Poste Italiane) ed € 243.228 da un primo esito relativo ad una controversia giudiziale tuttora pendente nei confronti del Polo della Libertà. Per i restanti € 25.534 dalla sistemazione di rapporti con fornitori.

Oneri straordinari vari per € 39.253,34; per remissione del debito di € 382.628,49 nei confronti di Radicali italiani e di € 3.991.215,17 nei confronti del Comitato promotore referendum maturato e accumulato a seguito delle campagne referendarie:

  • 1995 (Abrogazione della norma sul soggiorno cautelare per gli imputati di reati di mafia; Abrogazione della norma che definisce pubblica la RAI, in modo da avviarne la privatizzazione; Abrogazione della norma che sottopone ad autorizzazione amministrativa il commercio; Abrogazione della norma che impone la contribuzione sindacale automatica ai lavoratori; Legge elettorale per i comuni con popolazione superiore a 15000 abitanti: estensione ai Comuni più grandi dell'elezione diretta del sindaco già prevista per i piccoli; Abrogazione della norma che impedisce la liberalizzazione degli orari dei negozi; Abrogazione delle norme che consentono la concentrazione di tre reti televisive; Abrogazione delle norme che consentono un certo numero di interruzioni pubblicitarie in tv; Modifica del tetto massimo di raccolta pubblicitaria delle televisioni private.)
  • 1997 (Abolizione dei poteri speciali riservati al Ministro del Tesoro nelle aziende privatizzate; Abolizione dei limiti per essere ammessi al servizio civile in luogo del servizio militare; Abolizione della possibilità per il cacciatore di entrate liberamente nel fondo altrui; Abolizione del sistema di progressione delle carriere dei magistrati; Abolizione dell’Ordine dei giornalisti; Abolizione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro attività giudiziarie; Abrogazione della legge che istituisce il Ministero delle Politiche Agricole.)
  • 1999 (Abolizione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei Deputati.)
  • 2000 (Eliminazione del rimborso spese per consultazioni elettorali e referendarie; Abolizione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei deputati;Abolizione del voto di lista per l’elezione dei membri togati del CSM; Separazione netta della carriera di un magistrato pubblico ministero da quella di un giudice; Abolizione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro attività giudiziarie; Abrogazione dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori; Abrogazione della possibilità di trattenere dalla busta paga o dalla pensione la quota di adesione volontaria a un sindacato o associazione di categoria attraverso un patronato.)  

È da sottolineare che finché i referendum sono stati promossi dai soli radicali (oltre 120) i le spese per la raccolta firme e la campagna referendaria erano a carico dei promotori dal 1999, se il referendum raggiunge il quorum, c’è il finanziamento pubblico.

Infine, i soldi ricevuti dal Partito Democratico, in virtù dell’accordo per le elezioni del 2008, ammontanti a € 3.150.000 versati in cinque quote annuali, sono stati utilizzati per pagare il debito dovuto ad un contenzioso con Poste italiane relativo alla campagna per le elezioni europee 2004.

Teniamo a precisare che la Lista Pannella, quando ne ha avuto diritto, è stato il solo partito che a titolo di rimborsi elettorali ha ricevuto meno di quanto ha documentato alla Corte dei Conti di aver effettivamente speso. Tutti gli altri – secondo l’infame legge – hanno ricevuto molto, ma molto più denaro di quanto effettivamente speso.

Cordiali saluti,

On. Maurizio Turco »

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Rai, Beltrandi: fiction Rai una vergogna infinita

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 17:53
02/02/12

Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai

Che vergogna vedere i soldi dei contribuenti dilapidati dalla Rai in operazioni di clamorosa falsificazione storica, come quelle proposte da due fiction mandate in onda nei giorni scorsi: la fiction che ripropone la vicenda dello storico processo di Torino alle Brigate Rosse, che omette anche solo di citare la radicale e parlamentare Adelaide Aglietta che con il suo coraggio ne aveva consentito lo svolgimento, e quella su Pio XII, in cui, come ha ricordato il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, ci si dimentica di citare le collusioni col fascismo e i silenzi sulle deportazioni degli ebrei oggetto da anni di studi degli storici.

Gli spettatori vengono così ingannati coi loro soldi, pagati da un canone che la Rai vorrebbe addirittura aumentare: dovrebbero solo ed unicamente vergognarsi.

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Metro C, Staderini: serve operazione verità

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 17:21
02/02/12

Sfida a Bortoli: tratta Colosseo non prima di fine 2017. 

La relazione della Corte dei conti conferma quanto denuncio da anni: il completamento della Metro C è a rischio e non c’è alcuna certezza su tempi e costi.

Affermo con ragionevole certezza, ad esempio, che la tratta sino al Colosseo sarà pronta a fine 2017 anziché a giugno 2016, come annunciato da Roma Metropolitane. Sfido il Presidente Bortoli a scommettere il contrario.

Quanto alla tratta centrale sino a piazzale Clodio,  oltre ai soldi manca persino un progetto definitivo, anche perché si tratta di una “metro senza fermate” essendo state cancellate quasi tutte le stazioni.

È ora che qualcuno dica ai romani la verità: la Capitale non ha alcuna strategia complessiva della mobilità.

Anche la linea D non si farà e la stessa B1 nascerà già vecchia e inadeguata.

A forza di inaugurare talpe, la politica romana è diventata cieca.

È urgente una operazione verità che metta in guardia l’opinione pubblica su ritardi ed errori che si ripetono da anni senza soluzione di continuità. Come Radicali faremo la nostra parte.

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani

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Bolognetti: cosa c'è nella discarica di RSU di Carpineto di Lauria?

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 15:36
02/02/12

La presenza di toluene nella discarica di Carpineto fa supporre che anche a Lauria potrebbe essersi replicato il modello Tricarico. Come molti ricorderanno, nel comune che diede i natali a Rocco Scotellaro, governato a giorni alterni dal sindaco Antonio Melfi, il 30 aprile del 2009 i Carabinieri del Noe accertarono che, grazie a falsi certificati analitici, erano stati smaltiti nella locale discarica di Rsu rifiuti pericolosi provenienti da una conceria di Avellino.

Il toluene, come è noto, è un idrocarburo aromatico cancerogeno e la sua presenza in una discarica di rifiuti solidi urbani fa nascere cattivi pensieri difficili da scacciare. Su questa inquietante vicenda, dietro la quale potrebbe celarsi l’ombra del malaffare legato alla gestione illecita dei rifiuti, ci auguriamo che al più presto possano arrivare risposte definitive da parte degli organi inquirenti. 

 

 

Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani 

 

 

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Sanità, i radicali Rossodivita e Berardo alla Polverini: tuteli la salute delle coppie infertili a rischio di patologie virali

Libertà  di ricerca scientifica - Thu, 2012-02-02 15:29

 I Consiglieri della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei alla Regione Lazio Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita con la collaborazione dell'avvocato Filomena Gallo Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Amica Cicogna, hanno presentato una ulteriore interrogazione urgente alla Presidente Polverini affinché, nel suo ruolo di assessore alla Sanità, risponda finalmente alla delicata vicenda riguardante uno dei farmaci più diffusi per le terapie dell’infertilità contenenti gonadotropine di origine urinaria, il Meropur.


Prodotto dalla casa biofarmaceutica svizzera Ferring, il Meropur è stato oggetto di controversie sia sul piano scientifico sia su quello economico circa la sua commercializzazione. Il farmaco, anzitutto, è stato immesso sul mercato italiano con un foglietto illustrativo che non riporta l’avvertenza del rischio di agenti infettivi dovuto, appunto, alla presenza di derivati da urine umane. Sul piano economico va ricordato che la Ferring è riuscita ad ottenere dall’AIFA un prezzo triplo rispetto al farmaco concorrente con conseguente aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2006, inoltre, anno di lancio del Menopur, la Procura di Milano ha aperto un’indagine sui rapporti tra Ferring e AIFA e sulle tangenti pagate dalla Ferring all’ex sottosegretario alla Sanità e Senatore Pdl Cesare Cursi, procedimento che si è concluso con multe a carico della casa farmaceutica per quasi 2 milioni di euro.

“Con questa interrogazione vogliamo si faccia piena luce su una vicenda complessa a livello nazionale e internazionale che ha, ovviamente, un suo scenario di ambito regionale” dichiarano i Consiglieri Berardo e Rossodivita. “Chiediamo nuovamente, visto il silenzio alla interrogazione presentata a marzo 2011, dunque alla presidente e Assessore alla Sanità Polverini” precisano i consiglieri Radicali “se sia a conoscenza delle evidenze scientifiche ed economiche emerse sul Meropur, se e quanto fattura la casa farmaceutica Ferring alla Regione Lazio su questo farmaco, se è a conoscenza di quanti siano i pazienti che lo hanno assunto in questi anni nella nostra Regione, inoltre, ricorda l'avvocato Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Amica Cicogna "ad oggi continua la vendita del Meropur senza che i pazienti ne conoscano la possibilità di contrarre patologie virali a seguito dell' assunzione, perché tale avvertenza non è inserita nel bugiardino. Viste le evidenze scientifiche emerse sulla presenza di 39 elementi contaminanti nel preparato, chiediamo che i pazienti che assumono questi farmaci siano sottoposti a monitoraggi per i prossimi 10 anni, periodo di incubazione del morbo della mucca pazza".

 

Leggi qui l'interrogazione.

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Stagione venatoria. Le vittime della caccia, morti e feriti non solo animali

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 15:28
02/02/12

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale

Nel corso della conferenza stampa tenutasi stamani in Senato con l'associazione vittime della caccia, sono emersi nuovi e allarmanti dati che, purtroppo, nonostante ogni anno vengono con forza denunciati, non suscitano alcun provvedimento atto a limitarne la tragica portata. In ambito venatorio, dai dati presentati nel dossier annuale dell'associazione vittime della caccia, che fanno riferimento al periodo che va dal 2 settembre 2011 al 31 gennaio 2012, si registrano 11 morti - di cui 10 cacciatori - e 75 feriti, tra cui due ragazzi di 14 anni portati a caccia dal padre.

Purtroppo, come ogni anno, si verificano incidenti che coinvolgono, oltre ai cacciatori, anche persone completamente estranee all'attività. Questo soprattutto perché tuttora l'articolo 842 del Codice Civile consente ai cacciatori di entrare liberamente nella proprietà privata altrui: una peculiarità giuridica pressoché unica in Europa, una sorta di abdicazione del diritto di proprietà privata costituzionalmente protetto.

Su questo argomento presenterò una nuova interrogazione al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, al ministro dell'Ambiente e al ministro dell'Interno, se non ritengano opportuno prendere in considerazione la revisione dell'art.842 del Codice Civile, se non intendano avviare, quanto prima, campagne di informazione e sensibilizzazione al problema delle vittime della caccia, soprattutto tra i soggetti non coinvolti in alcun tipo di attività venatoria, e se non ritengano per giunta opportuno prevedere che la caccia sia consentita solo in alcuni luoghi ben circoscritti, nelle more di un ripensamento più generale della materia che miri a una disincentivazione dell'attività e a una auspicabile sua progressiva abolizione.

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Sanità, Radicali: Polverini tuteli salute coppie infertili a rischio di patologie virali

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 15:26
02/02/12

Dichiarazione dei consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

I Consiglieri della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei alla Regione Lazio Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita con la collaborazione dell'avvocato Filomena Gallo Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Amica Cicogna,  hanno presentato una ulteriore interrogazione urgente alla Presidente Polverini affinché, nel suo ruolo di assessore alla Sanità, risponda finalmente alla  delicata vicenda riguardante uno dei farmaci più diffusi per le terapie dell’infertilità contenenti gonadotropine di origine urinaria, il Meropur. 

Prodotto dalla casa biofarmaceutica svizzera Ferring, il Meropur è stato oggetto di controversie sia sul piano scientifico sia su quello economico circa la sua commercializzazione. Il farmaco, anzitutto, è stato immesso sul mercato italiano con un foglietto illustrativo che non riporta l’avvertenza del rischio di agenti infettivi dovuto, appunto, alla presenza di derivati da urine umane.  Sul piano economico va ricordato che la Ferring è riuscita ad ottenere dall’AIFA un prezzo triplo rispetto al farmaco concorrente con conseguente aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2006, inoltre, anno di lancio del Menopur, la Procura di Milano ha aperto un’indagine sui rapporti tra Ferring e AIFA e sulle tangenti pagate dalla Ferring all’ex sottosegretario alla Sanità e Senatore Pdl Cesare Cursi, procedimento che si è concluso con multe a carico della casa farmaceutica per quasi 2 milioni di euro. 

“Con questa interrogazione vogliamo si faccia piena luce su una vicenda complessa a livello nazionale e internazionale che ha, ovviamente, un suo scenario di ambito regionale” dichiarano i Consiglieri Berardo e Rossodivita. “Chiediamo nuovamente, visto il silenzio alla interrogazione presentata a marzo 2011, dunque alla presidente e Assessore alla Sanità Polverini” precisano i consiglieri Radicali “se sia a conoscenza delle evidenze scientifiche ed economiche emerse sul Meropur, se e quanto fattura la casa farmaceutica Ferring alla Regione Lazio su questo farmaco, se è a conoscenza di quanti siano i pazienti che lo hanno assunto in questi anni nella nostra Regione, inoltre, ricorda l'avvocato Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Amica Cicogna "ad oggi continua la vendita del Meropur senza che i pazienti ne conoscano la possibilità di contrarre patologie virali a seguito dell' assunzione, perché tale avvertenza non è inserita nel bugiardino. Viste le evidenze scientifiche emerse sulla presenza di 39 elementi contaminanti nel preparato, chiediamo che i pazienti che assumono questi farmaci siano sottoposti a monitoraggi per i prossimi 10 anni, periodo di incubazione del morbo della mucca pazza".

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Basilicata/Rifiuti e inceneritori - Zamparutti interroga il Ministro dell'Ambiente e il Ministro delle infrastrutture. Bolognetti: Occorre una rapida inversione di rotta.

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 15:09
02/02/12

Di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani e Segretario di Radicali Lucani

Sulla gestione del ciclo dei rifiuti occorre una rapida inversione di rotta basata sulla strategia delle “5 R”: Riduzione, Riuso, Riparazione, Riciclo, Ricerca. Si tratta di scegliere: da un lato la legalità che vive nel rispetto delle direttive dell’Unione e delle leggi della Repubblica; dall’altro gli affari più o meno leciti, più o meno illeciti, che arricchiscono pochi e inquinano molti. 

 

Al Ministro dell’Ambiente

Al Ministro per le Infrastrutture

 

Premesso che:

 

secondo quanto riferito dal quotidiano “La gazzetta del Mezzogiorno” del 21 gennaio 2012, nel rapporto annuale del piano d’azione per il raggiungimento degli obiettivi di servizio (Raos 3) per l’anno 2011, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata, il n. 2 del 16/1/2012, rispuntano due termovalorizzatori, uno per provincia con risorse iniziali provenienti dal Po Fesr 2007-2013. Gli stessi previsti in un Bur precedente, il n. 16 del 2010, e ripresentati tal quale, dopo due anni, nel secondo Bur del 2012;

l’importo previsto è pari a 4,5 milioni di euro destinati alla “valorizzazione dei sovvalli e frazioni ad alto potere calorifico con impianti per la produzione di Cdr-Q”. Sembrerebbero due inceneritori composti sia di una fornace che di un impianto di compostaggio grigio per la produzione del combustibile da rifiuti, il Cdr-Q;

tuttavia, il volume dei rifiuti lucani, pur pensando di non recuperare l’umido, ma di destinarlo con l’indifferenziato all’incenerimento (il che significa circa il 70 per cento di poco più di 220 mila tonnellate annue di rsu lucani), è tale che non può giustificare i costi neppure di un inceneritore;

nell’articolo si legge che per la provincia di Potenza, ci sarebbe già la proposta di una sede, a Lauria, mentre per il materano non ce n’è ancora una specifica e per la provincia di Matera ci si è avvalsi della consulenza della società Sogesid. La stessa società a partecipazione pubblica (ministeri dell’Ambiente e delle infrastrutture), ma con una presenza di privati, come l’Acea di Francesco Gaetano Caltagirone, che ha vinto un recente appalto di 4 milioni di euro per una bonifica parziale della Valbasento;

la Provincia di Matera, che tra l’altro, dovrebbe a breve presentare il Piano rifiuti definitivo, emendato con le osservazioni di sindaci e associazioni, per voce del vicepresidente, Giovanni Bonelli, afferma di non saperne nulla e comunque di non voler alcun inceneritore;

si chiede di sapere se quanto riferito in premessa corrisponda al vero;

che tipo di consulenza stia dando la società Sogesid, in particolare per quanto attiene a futuri inceneritori nella provincia di Matera.

On.Elisabetta Zamparutti

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Bernardini: Emendamento su responsabilità civile magistrati è riparazione nei confronti dei cittadini (Video)

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 14:56
02/02/12

Sintesi della dichiarazione di voto rilasciata in Aula dalla deputata radicale Rita Bernardini sull’emendamento alla legge Comunitaria che introduce la responsabilità civile dei magistrati:

“A coloro che oggi si stracciano le vesti e gridano a un’aggressione nei confronti della magistratura, rispondo che la vera aggressione è quella messa in atto per 25 anni ai danni dei cittadini italiani che nel 1987 hanno votato per la responsabilità civile dei magistrati: una volontà tradita dalla legge Vassalli del 1988.

Questo articolo aggiuntivo è un atto di riparazione nei confronti del popolo italiano. Riflettano tutti i deputati presenti in quest'Aula, in particolar modo i miei colleghi del Partito Democratico: che cosa accadrà, ad esempio, se Ottaviano Del Turco verrà giudicato innocente? È caduta una giunta, sono state rifatte le elezioni, è andata al Governo un'altra maggioranza!

Riflettete: in ventiquattro anni nessun Parlamento è stato in grado di fare questa riforma. Oggi, con il nostro Sì, possiamo farla”.

Ricerca, Radicali: la Giunta intervenga per impedire delocalizzazione della ricerca dell'IDI in altra regione

Radicali italiani - Thu, 2012-02-02 13:26
02/02/12

Dichiarazione dei consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

 

Abbiamo depositato in queste ore una interrogazione a risposta immediata, alla Presidente Renata Polverini, in qualità di Assessore alla Sanità, e all'Assessore al Lavoro e Formazione Mariella Zezza, per chiedere che la Giunta regionale si attivi per garantire un futuro al settore ricerca dell' Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI). L’Istituto è il principale centro per la cura di malattie dermatologiche del Lazio, un punto di riferimento per tutto il centro-sud d'Italia.

L’eccellenza di cure e dell’assistenza erogata è in grande parte frutto della combinazione virtuosa con i risultati più avanzati della ricerca. Attualmente sono aperte e finanziate dal Ministero Della Salute sei linee di ricerca; sono state impiegate risorse derivanti dal finanziamento pubblico pari a euro 7.610.000 per il triennio 2009-2011, con evidenti riflessi sull'intera economia della regione. Nonostante questi dati, sul ramo ricerca dell'Istituto regna la totale incertezza,  drammaticamente acuita dal mancato rinnovo dei contratti di 35 lavoratori precari tra ricercatori e tecnici di ricerca che rende impossibile il proseguimento dell’ordinaria attività. 

Non solo i dipendenti sono all'oscuro delle ragioni del ritardo del processo di conferma dell’accreditamento del carattere scientifico della struttura scaduto dal 2008 ma viene loro paventato, dalla Presidenza dell'Istituto, un “fantomatico piano”  di trasferimento di un "ramo di azienda”, quello della ricerca, appunto,  presso la Regione Calabria. Per queste ragioni abbiamo chiesto se sia intenzione della Giunta ribadire la necessità del carattere scientifico dell'istituto con la propria programmazione sanitaria e non intenda verificare la possibilità dell’individuazione di un percorso idoneo a conservare nel Lazio l’eccellenza della ricerca raggiunta in materia dermatologica, scongiurando ogni ipotesi di delocalizzazione e/o  diminuzione di personale.

 

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