RadicalParty.org

Syndicate content
Updated: 3 hours 59 min ago

Anno Giudiziario, Turco (Partito Radicale): lo specchio di uno stato criminale che si è andato perfezionando attraverso la censura delle lotte del Partito Radicale e del loro leader

Thu, 2012-01-26 15:06
26/01/2012

 

 Dichiarazione dell'On. Maurizio Turco, Tesoriere del Partito radicale:Le parole ascoltate oggi rappresentano la logica e scontata conseguenza dell'aver negato ai cittadini italiani per quasi mezzo secolo le proposte radicali perché fossero loro e non il regime partitocratico a sceglierle o rifiutare.Quali altri risultati ci si poteva aspettare da un regime anticostituzionale, violatore seriale del diritto umano politico e sociale alla giustizia, della legalità costituzionale, delle proprie leggi e delle leggi internazionali? Oggi l'Italia, con la lunga storia radicale fatta di proposte di governo e lotte per evitarne la deriva sociale, economica, politica, antidemocratica e la loro e del loro leader contestuale negazione e censura è l'esempio più concreto e compiuto della deriva criminale di uno Stato. La denuncia del caso Italia e l'obiettivo del rispetto della legalità nazionale ed internazionale per il ripristino della democrazia sono obiettivi del Partito radicale che, a partire dall'Italia, rappresentano un prezioso contributo per l'affermazione del diritto e della democrazia ovunque. 

© 2012 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

CPI: NPSG accoglie con favore la decisione della CPI di cominciare i processi relativi alle violenze post-elettorali in Kenia

Mon, 2012-01-23 17:41
23/01/2012

 

La Seconda Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale (CPI) ha deciso di processare William Samoei Ruto, Joshua Arap Sang, Uhuru Muigai Kenyatta e Francis Kirimi Muthaura, ovvero quattro dei sei individui inizialmente accusati di crimini contro l’umanità, commessi presumibilmente nei mesi che seguirono le elezioni in Kenia durante il mese di dicembre 2007. Fra le accuse confermate vi sono omicidio, deportazione e trasferimento forzato, persecuzione, stupro e violenze sessuali e altri atti inumani. La Seconda Camera Preliminare ha determinato che le prove contro gli indagati Henry Kiprono Kosgey e Mohammed Hussein sono insufficienti per sostenere le accuse, e quindi non si procederà per questi due casi.Dichiarazione di Alison Smith, Consigliere Legale di Non c’è Pace Senza Giustizia: “Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT) accolgono la decisione della Seconda Camera Preliminare di confermare le accuse nei confronti di quattro individui per i crimini commessi durante le violenze post-elettorali in Kenia, che causarono un migliaio di vittime e costrinsero alla fuga centinaia di migliaia di persone. La decisione di cominciare i processi nei confronti di quattro dei sei individui viene è un grandioso passo verso il raggiungimento della giustizia per i Kenioti. In Kenia l’impunità per la violenza a fini politici è stata la regola per troppo a lungo e la decisione della CPI dimostra che questi crimini contro l’umanità non possono mai restare impuniti.“Questa decisione è particolarmente significativa alla luce del coinvolgimento politico e dell’influenza di due degli individui contro i quali sono state mosse le accuse - Uhuru Kenyatta e William Ruto – che sono candidati per le elezioni presidenziali del 2012. L’inizio dei processi contro questi due politici dimostra all’intera comunità internazionale come nessuno sia immune alla giustizia, indipendentemente dal nome, dall’affiliazione politica o dal potere esercitato. Dimostra inoltre che il tempo in cui la violenza veniva ripagata con potere politico sia ormai termianto. “NPSG e il PRNTT sollecitano i quattro accusati ed il Governo del Kenia, a continuare a cooperare con la CPI ed a prendere tutte le misure possibili al fine di garantire la pronta e regolare prosecuzione dei processi. Se in un primo momento il Governo del Kenia si è opposto ad un coinvolgimento della CPI nelle investigazioni dei sei individui ed ha rifiutato di arrestare il Presidente Sudanese al-Bashir, sul quale pende un mandato d’arresto della CPI, quest’ultima decisione permette al Governo di avere una seconda opportunità per dimostrare la sua ferma opposizione alla perpetrazione di crimini contro l’umanità motivate da ragioni politiche ed il suo impegno verso il fine ultimo della giustizia. “Con l’inizio di una nuova fase del procedimento giudiziario, esortiamo inoltre la CPI ad assicurare che le preoccupazioni delle vittime e di coloro affetti dai crimini confermati con la decisione odierna vengano ascoltate ed affrontate. È importante ricordare come le vittime non abbiano solamente il diritto alla giustizia, ma anche alla riparazione e all’assistenza. Il lavoro di sensibilizzazione sul campo, deve quindi essere amplificato al fine di rispondere a tutti i bisogni fondamentali delle vittime e delle comunità in Kenia che hanno subito i crimini commessi durante le violenze post-elettorali, con un’attenzione particolare a donne e bambini. “NPSG e il PRNTT riconoscono che con l’archiviazione dei casi nei confronti di Henry Kiprono Kosgey e Mohammed Hussein Ali, qualcuno potrebbe sentirsi tradito. Ciononostante, raccomandiamo ai Kenioti di accettare pacificamente questa decisione, ricordando in particolare che la CPI è una corte indipendente e imparziale e che giustizia verrà in ogni caso garantita – attraverso istituzioni internazionali o nazionali. “A tal proposito NPSG e il PRNTT rilevano che il perseguimento della giustizia non può essere garantita solamente dalla CPI, la quale si concentra in particolare sui maggiori responsabili. Il Kenia ha il dovere verso i propri cittadini – tra i quali anche centinaia di migliaia di vittime – di attribuire le responsabilità e di prevenire l’impunità per ogni livello di colpevolezza. Fino a questo momento, nessun processo volto ad attribuire responsabilità penali per le violenze commesse nel 2007 è stato svolto in Kenia. NPSG e il PRNTT sollecitano quindi la Magistratura Keniota ad intraprendere rapidamente indagini e procedimenti giudiziari, troppo a lungo ritardati, di tutti i responsabili per le violenze post-elettorali in Kenia.”  

© 2012 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Messa al bando universale delle MGF: NPSG e PRNTT si congratulano con il Rapporto del Segretario Generale ONU ed invocano forte sostegno politico per l'adozione della Risoluzione ONU

Fri, 2012-01-13 19:27
13/01/2012

 

New York - Bruxelles - Roma Il rapporto rilasciato questa settimana dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, dal titolo “Ending Female Genital Mutilation”, rappresenta un passo decisivo nella valorizzazione degli sforzi globali e nel sostegno all'eliminazione di questa dolorosa pratica in tutto il mondo. Significativamente, il Rapporto ricorda l'impegno per una messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF) da adottare presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affermando inequivocabilmente che le MGF sono una violazione dei diritti umani universali, che non può essere giustificata da eccezioni culturali. Enfatizzando il ruolo chiave di una legislazione complessiva ed efficace, il Rapporto affianca gli attivisti africani che hanno senza sosta operato per l'adozione di leggi contro le MGF, supportate da azioni di prevenzione e di sensibilizzazione. Dichiarazione di Alvilda Jablonko, Coordinatrice della Campagna BanFGM di Non c'è Pace Senza Giustizia:  “Non c'è Pace Senza Giustizia (NPSG) ed il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT), insieme agli altri membri della Coalizione che sostiene la campagna BanFGM, si congratulano per il rilascio del rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che invoca l'adozione e la di una legislazione nazionale che proibisca ogni forma di mutilazione genitale femminile e preveda misure preventive e sostegno per le vittime e le donne a rischio. “Il rapporto nota come l'importanza di un approccio comune e sistematico sulla considerazione delle MGF come una violazione dei diritti umani sia stata riaffermata dalla Decisione dell'Assemblea dell'Unione Africana nella sua diciassettesima sessione, a sostegno dell'adozione di una risoluzione per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili in occasione della sessantaseiesima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Rinnoviamo l'appello a tutti gli Stati e a tutte le organizzazioni regionali ed internazionali a prendere una inequivocabile e condivisa posizione a favore dell'adozione di una Risoluzione ONU per la messa al bando universale delle MGF, al fine di assicurare l'armonizzazione degli strumenti legali contro le MGF in tutti i paesi colpiti, così come predisporre un forte e chiaro sostegno a tutti gli attivisti che operano per porre fine a tale pratica.. 
“Invitiamo anche tutti i cittadini del mondo ad unirsi ai coraggiosi attivisti che hanno dedicato le loro vite alla lotta contro le MGF, firmando l'appello all'indirizzo www.banfgm.org e chiedendo che le Nazioni Unite compiano i passi necessari per porre fine a questa violazione dei diritti umani.” Campagna BanFGMNon c'è Pace Senza Giustizia (NPSG) ed il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT), insieme al Comitato Interafricano sulle Pratiche Tradizionali che colpiscono la salute delle donne e dei bambini, Euronet-FGM e l'ONG Senegalese La Palabre, hanno collaborato in numerose iniziative volte per promuovere l'adozione di una Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU che mettesse al bando le mutilazioni genitali femminili (MGF) in quanto violazione dei diritti umani, raccogliendo il sostegno degli attivisti dei diritti umani, delle organizzazioni per i diritti delle donne, dei parlamentari e dei rappresentanti di governo dei paesi di Africa ed Europa. Per ulteriori informazioni, si prega di contattare Alvilda Jablonko, Coordinatrice del programma sulle MGF, all'indirizzo email ajablonko@npwj.org,  oppure Nicola Giovannini, email ngiovannini@npwj.org, telefono +3225483915. Si prega anche di visitare i siti web: www.npwj.org e www.banfgm.org.

© 2012 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Libia/Bashir: Perduca, pessimo avvio di relazioni internazionali di Tripoli. Italia e Ue insistano perche si riconosca giurisdizione Cpi

Sat, 2012-01-07 15:33
07/01/2012

Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca:

E' pessima la notizia della visita di stato del presidente sudanese Bashir a Tripoli e conferma i dubbi circa la qualita' del CNT. Su Bashir pendono capi di imputazione che mandato d'arresto internazionale simili a quelli spiccati dal procuratore della Corte penale internazionale a seguito del mandato del Consiglio di sicurezza nei confronti della famiglia Gheddafi. Ancora peggiore e' il silenzio dei suoi ritrovati amici, Italia in testa.L'incotro tra un governo non legittimato dal proprio popolo e' un dittatore sotto indagine internazionale deve essere una preoccupazione per chi ha, tardivamente, scelto di usare la forza assumendosi la responsabilita' di proteggere i civili attaccati brutalmente. Nei confronti della Libia, ma anche del Sudan, occorre adesso rispettare lo Stato di Diritto internazionale e chiedere che Tripoli acceda allo Statuto di Roma quanto prima e che adegui I propri codici a quanto li' contenuto. L'Italia, che vorrebbe rilanciare l proprio trattato d'amicizia colla Libia, lo includa assieme agli europei nei prerequisiti per le relazioni future.
 

© 2012 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Carceri: Marco Pannella e Roberto Giachetti passeranno la notte di Capodanno nel carcere di Rebibbia

Sat, 2011-12-31 16:09
31/12/2011 Questa notte, Marco Pannella e il deputato del PD Roberto Giachetti, passeranno la notte di Capodanno con la comunità penitenziaria e i detenuti del carcere di Rebibbia. Marco Pannella seguirà il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme ai detenuti, per non dimenticare quanto da lui stesso dichiarato sulla "prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile" riguardo la situazione delle carceri. 

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Russia, Radicali: Putin ha come modelli Cina e corea del nord: condoglianze per la morte di Kim Jong-Il, non una parola ne’ una delegazione ai funerali di Vaclav Havel

Tue, 2011-12-27 15:26
27/12/2011

 

 Marco Perduca (senatore radicale) e Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani): Nel fine settimana i media hanno giustamente puntato i riflettori sulla manifestazione unitaria delle opposizioni al regime di Putin, la più grande dalla fine dell’Unione Sovietica. Noi vorremmo segnalare due altri piccoli ma assai significativi fatti, che denotano come gli abitanti del Cremlino, nonostante i rumori che arrivano dalla piazza, rimangano con lo sguardo fisso ad oriente, ai modelli cinese se non nord-coreano. La Russia ha espresso le sue condoglianze per la morte del dittatore nord coreano Kim Jong-il ma non ha espresso neppure una parola di cordoglio per la morte di Vaclav Havel; venerdì scorso, a Praga, ai funerali del grande intellettuale e democratico cecoslovacco, l’unico russo presente è stato l´ombudsman per i diritti umani, venuto di sua iniziativa. Perciò, quando Putin dichiara che la Russia ha bisogno di una “psicoterapia nazionale” che lo Stato deve praticare via Internet e in televisione, per infondere ai russi “certezza nel domani”, noi rabbrividiamo. Non vorremmo che l’ultimo zar praticasse a Mosca la stessa politica che sta praticando, nel totale silenzio dei media, nel Caucaso. In Daghestan, nei primi 11 mesi del 2011, si sono registrate 372 persone morte in seguito a scontri o attentati; come dai radicali (ma non solo) più volte denunciato, la violenza esercitata dai russi nella vicina Cecenia è tracimata in tutta la regione. Anche di questo, un giorno, Putin dovrà essere chiamato a rispondere, non solamente al popolo russo ma davanti agli organi della giustizia internazionale.

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Natale in carcere: "condizioni disumane, Regina Coeli va chiuso o riportato a 600 detenuti"

Sun, 2011-12-25 15:57
25/12/2011 Pannella: "E' criminalità di Stato", Bernardini: "Che fanno Asl e magistrato di sorveglianza?"  "Altro che democrazia e Stato di diritto, Presidente! In Italia non c'è democrazia, ma criminalità di Stato. Quella in atto è infatti una flagrante opera di carattere tecnicamente criminale", così Marco Pannella si è rivolto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano al termine della visita che questa mattina il leader radicale ha effettuato al carcere romano di Regina Coeli, insieme alla deputata radicale Rita Bernardini e ai deputati del Partito Democratico Roberto Giachetti e Jean Leonard Touadì. Ad accompagnare la delegazione, anche la psicologa Ada Palmonella, in servizio nel reparto Nuovi giunti dell'istituto. "A Regina Coeli ci sono più di 1200 detenuti, ma la struttura ne potrebbe contenere solo 600 - ha denunciato Rita Bernardini dopo l'ispezione nelle sezioni VI e VIII del carcere romano, "abbiamo visto celle fatiscenti, cadenti e sporche di 7 mq con 3 detenuti e celle doppie, di 14 mq, con dentro stipati 6 detenuti. I lavandini perdono, due docce su tre non funzionano e l'acqua calda non arriva. Non ci sono riscaldamenti e in alcune celle mancano addirittura i vetri alle finestre. Ai detenuti non vengono forniti, oltre alla carta igienica, i detersivi per pulire la cella e i prezzi dello spaccio interno sono altissimi", ha continuato la deputata radicale chiamando in causa le responsabilità dell'Asl "che per legge è tenuta a fare una relazione semestrale sulle condizioni igienico-sanitarie dell'istituto", ma anche del magistrato di sorveglianza al quale un mese fa i radicali hanno consegnato una dettagliata relazione per denunciare le condizioni illegali della settima sezione di Regina Coeli. "In questo mese non è cambiato niente, dov'è il magistrato di sorveglianza che è responsabile del trattamento dei detenuti? E quanti soldi sono stati spesi inutilmente in questi anni per fare lavori nelle sezioni? La realtà è che questo carcere dovrebbe essere chiuso o ridimensionato ai parametri regolamentari", ha concluso Bernardini. "Negli anni è stata una "fabbrica di San Pietro" dove sono stati inutilmente bruciati i fondi pubblici." "Davanti a una condizione che, come ha dichiarato il presidente della Repubblica, ci umilia in Europa, bisogna richiamare la classe politica alle proprie responsabilità. Le riforme che l'Italia aspetta devono iniziare dalle carceri in nome di tutte le persone recluse qui e della civiltà di un Paese che non può accettare che vengano violati i diritti umani", ha osservato Jean Leonard Touadì. "Condizioni di vita da bestie", ha spiegato Roberto Giachetti, che non risparmiano la polizia penitenziaria gravemente sottodimensionata, "questo carcere è una bomba sotto tutti i punti di vista", ha poi continuato il deputato del Pd che si è detto "favorevole ad un'amnistia, anche se da sola non è sufficiente".  "L'amnistia non va intesa come un provvedimento di clemenza - ha aggiunto Rita Bernardini - ma come uno strumento non più negoziabile per riportare alla legalità l'intero sistema giudiziario italiano e la sua appendice carceraria, e per trainare una vera grande riforma della Giustizia: la più urgente tra quelle di cui il nostro Paese ha bisogno".  

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Parlamento Europeo dibatte ed approva risoluzione per i diritti dei detenuti e sulle condizioni carcerarie in Europa, ricordando la campagna Radicale e di Marco Pannella sulle carceri

Thu, 2011-12-15 16:43
15/12/2011

 

 Comunicato Stampa del Partito Radicale  Oggi il Parlamento europeo ha approvato alla quasi unanimità una risoluzione cofirmata dai gruppi ALDE, PPE, SD, Verdi, Comunisti ed ECR sulle condizioni di detenzione in Europa.
        L’approvazione della risoluzione fa seguito al dibattito che aveva avuto luogo ieri pomeriggio sulla base di una serie di interrogazioni orali depositate su iniziativa dei parlamentari Niccolo’ Rinaldi (Eurodeputato italiano del gruppo liberale e democratico, IDV ed iscritto al PR) e Renate Weber (Eurodeputata Rumena del gruppo ALDE) dai gruppi ALDE, PPE, SD, Verdi, Comunista ed ECR.
Nel corso del dibattito, i deputati europei Niccolò Rinaldi e Sarah Ludford (Eurodeputata Liberal Democratica inglese) hanno ricordato la campagna dei Radicali per i diritti dei detenuti in Italia, lo sciopero della fame di Marco Pannella e le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull’emergenza democratica delle carceri italiane.
        La risoluzione é basata sulla relazione di Maurizio Turco, Tesoriere del PR ed allora Eurodeputato radicale, che il PE aveva approvato nel corso della legislatura scorsa. Essa, constatando la situazione drammatica che affligge le carceri in numerosi Stati dell’UE, chiede misure urgenti agli Stati membri, alla Commissione ed al Consiglio per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti, anche attraverso una misura legislative europea al riguardo; il monitoraggio della situazione carceraria da parte della Commissione, dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, dei parlamentari nazionali ed europei, del Comitato contro la tortura, nonché la creazione di meccanismi di monitoraggio nazionali indipendenti e l’adesione alle convenzioni internazionali ONU sul monitoraggio internazionale; una maggiore applicazione di misure alternative alla detenzione; la prevenzione e l’investigazione di morti e suicidi in carcere. La risoluzione chiede in particolare alla Commissione europea di esaminare l'impatto delle diversità nel diritto criminale e procedurale negli Stati membri sulle rispettive condizioni di detenzione e, sulla base di queste, di elaborare raccomandazioni a livello europeo, in particolare su misure alternative, politiche di criminalizzazione e decriminalizzazione, detenzione preventiva, amnistia e indulto, con particolare attenzione ai settori dell’immigrazione, dell’uso di droghe, dei giovani.Il testo della risoluzione é disponibile su: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+B7-2011-0687+0+DOC+XML+V0//IT
Gli audio-video ed le trascrizioni del dibattito al PE sono disponibili su:
http://www.europarl.europa.eu/sed/speeches.do?sessionDate=20111214 

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

39° Congresso: Comunicato stampa dell'ambasciata croata di Roma

Wed, 2011-12-14 11:10
12/12/2011

Su invito del membro del Partito Radicale Italiano e Vice Presidente del Senato italiano Emma Bonino e dell'esponente del Partito Radicale Non-Violento Marco Pannella, al trentanovesimo Congresso del Partito Radicale Non-Violento, transnazionale e transpartitico, il quale si e' tenuto a Roma dall'8 all'11 dicembre, ha presenziato l'Ambasciatore Tomislav Vidošević.
Alla cerimonia di apertura al grande numero dei radicali dall'Europa e da tutto il mondo con l'intervento introduttivo si e' rivolto il Ministro degli Affari Esteri italiano Giulio Terzi di Sant'Agata.
Nella parte centrale del Congresso, nella quale si sono svolti i dibattiti sullo stato attuale in Europa e sulle prospettive della riforma politica ed economica dell'Unione Europea, e nella quale oltre al Senatore Bonino e all'esponente storico dei Radicali Pannella, hanno esposto i loro punti di vista anche il Vice Presidente della Commissione Europea e Commisario per l'Industria e per le Imprese Antonio Tajani, i gia' Ministri degli Affari Esteri francese e tedesco Bernard Kouchner e Joschka Fischer, insieme al gia' Primo Ministro ungherese Gordon Bajnay e la rinomata giornalista francese Christine Ockrent, venerdi' 9 dicembre e' intervenuto il Deputato al Parlamento Croato Tonino Picula. Il suo intervento e' stato premiato dall'intenso applauso dalla sala gremita, in particolare per il fatto che proprio quel giorno la Repubblica di Croazia a Bruxelles ha firmato il Trattato di Adesione all'Unione Europea.

Demba Traore (Segretario del PRNTT), mia elezione dimostra che diversità è ricchezza e non impedimento

Tue, 2011-12-13 19:19
13/12/2011

 

L’avvocato del Mali alla sua prima conferenza stampa da segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, con Bonino e Pannella“La mia elezione non solo dimostra la vera transnazionalità del Partito Radicale, ma testimonia che le diversità non sono un impedimento, ma una ricchezza per lo spirito della politica radicale”, ha dichiarato il neosegretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito Demba Traore, avvocato maliano di etnia maura, alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina alla Camera dei deputati, con Emma Bonino, Marco Pannella e Maurizio Turco, per presentare i risultati del 39esimo Congresso del PRNTT che si è concluso domenica scorsa. “La fiducia che è stata riposta nella mia esperienza di militante per i diritti umani, nel mio essere musulmano praticante, è un elemento significativo: non c'è alcuna incompatibilità fra Islam e democrazia. Il fascino del PRNTT è la diversità linguistica, culturale e spirituale. Perciò rivolgo un appello a tutti a iscriversi al nostro Partito: abbiamo bisogno di tutti”.Al Congresso del PRNTT hanno partecipato circa 700 persone provenienti da 45 paesi diversi, eminenti personalità hanno discusso di consolidamento della democrazia, rispetto della legalità e promozione dei diritti umani, ma anche di ‘primavera araba’ e della crisi finanziaria che ha investito l'economia mondiale. “Un successo – ha continuato Traore – che dimostra l’autorevolezza del nostro Partito su questi temi e il sostegno che esso continua a guadagnare in molte parti del mondo, con iniziative a cui sono fiero di prendere parte da molti anni in prima persona”. “Non possiamo accettare un’Europa basata solo su gli assetti economici e finanziari, occorre il coraggio di ripartire dal progetto degli Stati Uniti d'Europa, da sempre perseguito dal nostro Partito, anche per quei paesi che guardano all’Europa come a una speranza e a un modello”.Demba Traore si è poi soffermato sulla drammatica situazione delle carceri del mondo, proprio mentre arrivava notizia di un nuovo suicidio nell'istituto cagliaritano di Buon Cammino: “Per milioni di persone nel mondo la carcerazione è prolungata e ingiustificata, prima del processo.Le condizioni di detenzione sono inumane e degradanti non solo nei paesi poveri, ma anche in quelli dell’Occidente sviluppato come Italia, al punto che molti detenuti si suicidano. Anche il Presidente della Repubblica italiana ha riconosciuto che è inaccettabile. Tutti approvano laDichiarazione dei Diritti dell'Uomo, ma dove è effettivamente applicata? L'ingiustizia è insopportabile. Possiamo continuare ad accettare che cittadini come noi si trovino in queste condizioni? Io dico di no. Il nostro è un partito che lotta e continueremo a lottare per il rispetto dei diritti umani e della legalità”.“C’è il nuovo leader di un partito ha dichiarato da parte sua Marco Pannella - che nel cuore di Roma e della cristianità, tiene a sottolineare la sua religiosità musulmana, vissuta come praticante: non è forse una notizia? Sono migliaia sul nostro territorio gli uomini di colore, “gli ultimi” tra “gli ultimi”, detenuti nelle nostre carceri in modo immondo per la flagranza criminale del nostro Stato. In Italia si sta manifestando una forza di lotta nonviolenta, in uno Stato in cui prevale ormai il tradimento delle leggi scritte, la bestemmia contro i giuramenti di fedeltà alla Costituzione. Ma vinceranno gli inermi non inerti – ha concluso il leader radicale - e non i violenti impotenti”.

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

39° congresso del PRNTT: Lettera del presidente croato Ivo Josipović

Tue, 2011-12-13 16:19
11/12/2011

Cari Emma e Marco, cari amici radicali, egregi signori Ministri e rappresentanti politici dall'Europa e dal mondo,

Anche in questa occasione saluto questa vostra distinta sede, il 39-esimo Congresso del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito.
Ancora una volta, come lo e' consueto in tutti questi anni, avete riunito i rappresentanti politici, organizzazioni nongovernative e cittadini del mondo intero. Oltre cento partecipanti non italiani sono la migliore dimostrazione della vastita' delle vostre attivita' e del lavoro instancabile che sempre sono stati al servizio dei diritti umani e dei valori fondamentali, per il diritto e per la giustizia.

Sono passati anche venti anni dalla vostra singolare iniziativa nonviolenta contro la guerra di agresione in Croazia e per il suo riconoscimento internazionale. Il ricordo di quei giorni rimarra' segnato per sempre nella memoria storica della Croazia.

Il vostro Congresso si svolge nel momento in cui la Croazia vive un altro successo storico: la firma dell'Accordo di adesione all'Unione Europea. Un momento di orgoglio e di conclusione con successo di un lavoro estremamente richiedente che spetta anche ad altri paesi della regione ai quali vogliamo essere un segnale di indicazione e con i quali vogliamo costruire l'indispensabile: riconciliazione e relazioni di buon vicinato come unica garanzia di pace, stabilita' e progresso, non soltanto nella regione balcanica ma anche in tutta l'Europa.

Per questa ragione e' molto importante anche il vostro contributo alla realizzazione di una favola europea di successo, come sostenitori sinceri della del processo di allargamento, necessario per realizzare un' Europa come quella ideata dai suoi fondatori.
La Croazia nel suo cammino verso l'Ue e' cresciuta in un partner che si sviluppa con successo, che rispetta i diritti umani ed i valori europei, ma e' altrettanto consapevole che il lavoro sulle riforme non e' per niente finito e che ci restano ancora molte sfide. E noi abbiamo bisogno anche di quelle riforme che oltrepassano le richieste dell'Ue.

Per la Croazia, il momento dell'adesione e' un successo storico, ma siamo consapevoli che la profonda crisi che colpisce questa stessa Europa, alla quale giustamente apparteniamo, chiama ad una particoalare responsabilita' e ci da l'occasione per contribuire anche noi alla realizzazione di obbiettivi comuni: sia per quelli che gia' ne fanno parte che per quelli si trovano ancora sulla via verso le integrazioni.
Siamo pronti ad aiutare soprattutto loro, con l'obbligo che le nostre relazioni bilaterali non siano mai un ostacolo per il raggiungimento dell'obbiettivo europeo.

Cari amici,

Vi auguro ancora una volta tanto successo nel vostro lavoro e l'ispirazione per realizzare le idee e le iniziative iniziate ma anche quelle nuove per il bene di ogni singola persona quale che sia il suo orientamento o la sua appartenenza, sempre a favore della democrazia e della giustizia internazionale.

Vostro

 

Ivo Josipović
Presidente della Repubblica di Croazia
 

Tunisia: Bonino, "Elezione di Marzouki segnale positivo"

Tue, 2011-12-13 13:09
13/12/2011

Dichiarazione di Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, in occasione dell'elezione del nuovo Presidente della Tunisia ad interim, Moncef Marzouqi

"L'elezione di Moncef Marzouqi alla carica di Presidente della Repubblica ad interim da parte dell'Assemblea costituente tunisina è un segnale positivo non solo per il futuro della Tunisia ma per l'insieme dei paesi della Primavera Araba. L'impostazione secolare del partito presieduto da Marzouqi - Congrès pour la République - e la collaborazione che è stata avviata con il partito islamista maggioritario all'Assemblea costituente - Ennahda - da la dimensione dei rapporti tra i due partiti usciti vincitori dalle elezioni dell'ottobre scorso. La loro coabitazione è per ora una risposta costruttiva agli allarmismi da più parti creati su di una presunta deriva islamista in Tunisia e non solo. Il profilo personale del nuovo Capo di stato poi, molto improntata alla difesa dei diritti umani e civili - Marzouqi, oltre ad essere stato un oppositore del regime di Ben Ali, ha presieduto la Ligue tunisienne des droits de l'homme - è una ulteriore garanzia di attenzione a diritti così negletti, per non dire calpestati, nei passati decenni."

 

Lettera aperta di Marco Pannella al Presidente Napolitano

Tue, 2011-12-13 11:08
13/12/2011

Lettera aperta di Marco Pannella al Presidente Napolitano: perché almeno tu conosca, mentre come negli anni Trenta e attuali al popolo è vietato che, ad esempio, i Radicali hanno ieri eletto loro leader Demba Traoré, non solamente africano di etnia maura ma anche credente e praticante di religione musulmana.   Domani (martedì 13 Dic), Presidente, Traore terrà una conferenza stampa alle 11:30 alla Camera. Ti invito all’attenzione. Tuo, Pannella.   Signor Presidente, davvero – consentimi di affermarlo pubblicamente – davvero carissimo! Consentimi anche di tentare di evitare – mio dovere e forse obbligo – che tu continui ad essere, come tutto il popolo, impedito di conoscere fin troppi eventi, “notizie”, fatti – specie se riconducibili ai Radicali – colpevoli di arricchire quel loro contributo storico alla forza civile, democratica, nazionale ed internazionale del Partito Radicale – nato in Italia nel dicembre 1955 e da te reiteratamente e pubblicamente onorato riconoscendogli grandi meriti, non solo del passato, mentre il Paese è onerato da un Regime che ne vieta la vita e la conoscenza democratica da parte del popolo, che ne è vittima. Oggi voglio offrirti la “notizia”, il fatto la cui conoscenza è immediatamente stata vietata, non solo agli italianofoni ma a tutti i residenti: il 39° Congresso del NRPTT, costituito da compagni Radicali provenienti da 45 paesi, con voto pressoché unanime, ha ieri eletto a Segretario generale il nostro compagno Demba Traoré, già deputato del suo paese fino al 2007, attualmente noto esponente politico dell’Union pour la République et la Démocratie (URD), secondo partito del Mali. Che il nostro Segretario neo-eletto sia: oltre che africano di etnia maura, ancheun credente e praticante della Religione musulmana è stato fatto ignorare da tutti, ripeto tutti, i media del Regime, di qualsiasi sua collocazione interna. Immediatamente, tutto, ha concorso a clandestinizzarlo come un immigrato qualsiasi di questa Italia, connotabile, ahimè troppo facilmente, come pericoloso, sgradito, se non ignorato. Nelle maledette attuali condizioni carcerarie italiane, barbaramente violente che tu stesso, mirabilmente, drammaticamente, denunciasti il 28 luglio, il conoscere questo “evento” avrebbe già potuto costituire un – quanto urgente, necessario – segnale di speranza per quell’universo di sequestrati. Affermasti, infatti, nell’esercizio delle tue funzioni di Supremo Garante istituzionale del Diritto e dei Diritti, la «prepotente urgenza» di superare queste intollerabili realtà. Purtroppo il Regime ha provveduto, con naturale suo riflesso, a ignorare e smentire proprio quest’urgenza, come potrebbe facilmente desumersi anche dal solo calcolo dei suicidi, nel frattempo realizzati o tentati, oltre che all’assassinio di tanti, schedati invece come morti “naturali”. Carissimo Presidente, ti informo che domattina il Segretario Demba Traoré terrà alle 11.30 – presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione, 4 – una Conferenza Stampa per tentare, doverosamente, di contribuire ad una informazione, alla quale tutto il popolo italiano (e non solo quello penitenziario) ha Diritto, mentre sempre di più viene vietato dalla “legalità di fatto”, essa sì vigente al posto e contro la Legge, nella nostra Repubblica. Per finire, esprimo al speranza che, non solamente tu, ma una parte di noi, tuo popolo repubblicano, potrà, diversamente che negli anni Trenta, “conoscere” per poi poter scegliere e non esser più nelle condizioni attuali e di allora.   Grazie dell’attenzione, Signor Presidente, dal tuo Marco Pannella

Domani 13 dicembre, ore 11.30, Camera dei Deputati: conferenza stampa di presentazione dei risultati del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, con il nuovo Segretario Demba Traore

Mon, 2011-12-12 16:17
12/12/2011 Domani, martedì 13 dicembre, alle ore 11.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati (via della Missione, 4) la vicepresidente del Senato Emma BONINO, Marco PANNELLA e l’On. Maurizio TURCO presenteranno i risultati del 39esimo Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, conclusosi l’11 dicembre.   Sarà presente il nuovo  Segretario del Partito Radicale, l’avvocato del Mali Demba TRAORE, già parlamentare dell’Assemblea nazionale, da sempre impegnato in campagne sociali e umanitarie per i diritti dell’infanzia e contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili. Saranno inoltre presentati gli eletti al Consiglio generale del PRNTT.   RADICAL PARTY: PRESS CONFERENCE TO PRESENT THE OUTCOME OF THE 39TH CONGRESS WITH THE HON. DEMBA TRAORÉ, FROM MALI NEWLY ELECTED SECRETARY   Tuesday 13 December, at 11.30, at the Chamber of Deputies' press room, via dellaMissione 4, Rome, Senator Emma BONINO, the Hon. Marco PANNELLA, the Hon. Maurizio TURCO will present the outcome of the 39th Congress of the Noviolent Radical Party Transnational and Transparty.   The press conference will provide an opportunity to introduce the Hon. Demba TRAORE from Mali, who last Sunday was elected Sunday Secretary of the Party. Mr. Traore, a longtime human rights advocate, for children's rights against the death penalty and female genital mutilations, is a lawyer with a special competence in electoral systems; in Mali has won the annulment of several administrative rigged elections before the national Supreme Court. Mr. Traore will also present the newly elected General Council.  

 

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Risultato votazioni - Seconda sessione del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito

Mon, 2011-12-12 10:19
11/12/2011

Presidente d'Onore
Votanti 141
Stanzani 104
Bianche 21
Nulle 16

 

Segretario
Votanti 141
Traoré 125
Magaletti 0
Bianche 10
Nulle 6

Tesoriere
Votanti 141
Turco 114
Bianche 16
Nulle 11

Revisori dei Conti
Votanti 141
Laura Arconti 104
Ranieri Clerici 78
Diego Sabatinelli 88
Bianche 23
Nulle 5

Consiglio Generale
Votanti 140
Lista Diritti Umani, Democrazia, Legalità
Voti 75 Seggi 14
Lista Demografia, Ambiente, Antiproibizionismi
Voti 63 Seggi 11
Bianche 2
Nulle 0

L’avvocato del Mali Demba Traore, musulmano praticante, di etnia maura, è il nuovo Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito

Sun, 2011-12-11 16:42
11/12/2011

L’avvocato del Mali Demba Traore, 39 anni, di etnia maura, credente e praticante la religione musulmana, è il nuovo Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

Già deputato e Presidente della commissione giustizia al Parlamento del Mali, Traore è stato eletto domenica sera a Roma dal 39° Congresso del partito, a larghissima maggioranza, su proposta del leader storico Marco Pannella.
Al 39°congresso di questa organizzazione hanno partecipato esponenti politici, rappresentanti istituzionali e militanti dei diritti umani provenienti da 45 paesi. Traore è iscritto e militante nonviolento radicale dal 2003.

Nato a Markala il 29 agosto 1972, sposato con quattro figli, Demba Traore è avvocato dal 1995. E' stato parlamentare dell'Assemblea nazionale del Mali dal 2002 al 2007, ricoprendo la carica di Presidente della commissione Giustizia e di giudice presso l'Alta corte di giustizia competente su reati ministeriali e del Presidente della Repubblica.

Attualmente ricopre l'incarico di responsabile per le relazioni esterne e istituzionali del Partito dell'Unione per la Repubblica e la Democrazia che rappresenta la seconda forza politica del Mali.

E' stato inoltre relatore della commissione di revisione della legge elettorale e in qualità di avvocato ha vinto cause presso la Corte Suprema in materia di brogli elettorali, che hanno avuto come esito l'annullamento di una serie di elezioni amministrative. Da anni è impegnato in campagne sociali e umanitarie, a partire da quella contro le mutilazioni genitali femminili e la pena di morte e a favore dell'assistenza all'infanzia.

"Sono molto emozionato per la fiducia che è stata riposta in me - ha dichiarato Demba - e consapevole della grande responsabilità di questo incarico. Sui diritti umani questo Congresso detto parole importantissime. Adesso la priorità è tradurle in fatti e il Partito Radicale ha già ampiamente dimostrato di saperlo fare, ad esempio con la campagna contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili",

 

39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. La Mozione generale approvata

Sun, 2011-12-11 15:26
11/12/2011

DI SEGUITO IL TESTO DELLA MOZIONE GENERALE APPROVATA A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DAL 39° CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRASNAZIONALE E TRANSPARTITO.

RISOLUZIONE GENERALE

    Il 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, riunito a Roma dall’8 all’11 dicembre 2011    saluta   la straordinaria partecipazione di congressisti, fra i quali esponenti politici, parlamentari e membri di governi, militanti dei diritti umani e della democrazia provenienti da oltre 40 Paesi del mondo, che in gran parte hanno scelto di iscriversi al partito considerandolo un organismo politico all’interno del quale lavorare per realizzare speranze e obiettivi di lotta nonviolenta;   rileva   che il Partito Radicale, a oltre vent’anni dalla sua evoluzione in partito transnazionale e transpartito per affrontare le sfide globali che emergono con sempre più drammatica attualità, è ancora l’unico soggetto politico al quale tutti nel mondo possono iscriversi, con il solo vincolo dell’esercizio della piena loro libertà di coscienza civile; che il rispetto dei diritti umani, della democrazia, dello stato di diritto e del principio di legalità, proclamati dal diritto internazionale, resta obiettivo ancora da conquistare sia nel mondo cosiddetto ‘in via di sviluppo’ che nei Paesi economicamente più sviluppati; che questo è comprovato anche dalle crescenti difficoltà della proposta politica, avanzata dal partito nel congresso di Tirana nel 2002, della creazione di un’organizzazione mondiale “della” e “delle” Democrazie; che la violazione dei principi costituzionali e delle libertà fondamentali avviene in modo sempre più frequente anche nei Paesi che da più tempo si reggono con strutture formalmente democratiche; che dunque la degenerazione della democrazia in ‘democrazia reale’, attraverso la violazione costante ormai pluridecennale del principio di legalità e lo svuotamento delle istituzioni, manifesta una patologia mortale dell’ideale democratico; che questo fenomeno è eclatante in Italia, dove il partito ha scelto di impegnarsi a fondo nel corso degli ultimi anni affinché il Paese possa tornare a potersi definire uno stato di diritto, democratico; che la situazione di illegalità dello Stato rispetto all’amministrazione della giustizia e in generale alle condizioni delle carceri è un fenomeno che non riguarda solo l’Italia ma che, come analizzato nella relazione presentata al congresso da Ristretti Orizzonti e illustrato dalle testimonianze di numerosi partecipanti, riguarda tutto il mondo, dove le persone detenute sono oltre dieci milioni e il diritto alla giustizia viene violato gravemente;   individua   nell’amnistia uno strumento prezioso in grado da un lato di riportare in Italia lo Stato al rispetto della legalità e, dall’altro, di realizzare la condizione per una riforma strutturale del sistema giudiziario, in un paese in cui ci sono circa 10 milioni tra procedimenti civili e penali pendenti;   conferma   la necessità del rafforzamento laddove esistenti, e della creazione dove non siano ancora previste, di giurisdizioni internazionali che siano capaci di attuare il rispetto dei diritti umani, civili e politici ormai storicamente acquisiti come ‘naturali’ laddove gli Stati nazionali non siano in grado di farlo;   rileva   che la crisi dell’Europa è innanzitutto istituzionale e politica e, solo come conseguenza di questo, è anche crisi economica e finanziaria; che gli obiettivi individuati in modo profetico nel 1941 nel Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi per gli Stati Uniti d’Europa restano l’unica risposta possibile per contrastare l’evoluzione pseudo-tecnocratica ed economicistica dell’Europa e per garantire effettivamente l’esercizio dei diritti individuali di tutti; che la prospettiva politica federalista è l’unica adeguata per affrontare le sfide che riguardano non solo l’Europa ma tutto il mondo, a partire dalla necessaria e urgente integrazione della regione euro-mediterranea, del continente africano, di quello asiatico e di quello americano;   rileva con grande soddisfazione   che tanti esponenti di minoranze politiche, etniche o religiose intervenuti al congresso hanno maturato l’evoluzione della loro lotta da posizioni di ricerca di indipendenze nazionali a quelle autonomiste-federaliste, avendo come obiettivo non il garantire privilegi a una minoranza ma il conquistare diritti per tutti;   considera   che l'Europa e i popoli dell'Africa, dell’Asia e del Medio Oriente sono stati eternamente legati dal commercio, dalla guerra e dal colonialismo. Ora che quei popoli nel Mediterraneo meridionale si sono mossi in cerca della dignità, della giustizia e della democrazia, l'Europa ha l’obbligo di sostenerli, dopo aver a lungo sostenuto i regimi autoritari che hanno oppresso per decenni quella regione, e a questo fine ritiene che l'Europa debba sospendere aiuti, commercio e riconoscimenti formali nei confronti di quei regimi non eletti che non rispettino la clausola democratica prevista dagli accordi di cooperazione;   denuncia   il rischio che le rivolte che hanno interessato la regione del Medio Oriente e del Nord Africa nel 2011 non raggiungano gli obiettivi di libertà e democrazia e che possano essere bloccate o dirottate da forze reazionarie, da nuovi radicalismi islamisti o dall'esercito;   afferma   che dopo l’approvazione nel 2007 della storica Risoluzione ONU per la moratoria universale delle esecuzioni, ottenuta dopo 15 anni di iniziative politiche e istituzionali e di lotte nonviolente del Partito Radicale e di Nessuno tocchi Caino, e la larghissima maggioranza con cui nel dicembre 2010 è stata approvata la nuova Risoluzione pro-moratoria, il mondo sta andando verso il superamento dell’arcaico sistema della pena di morte e che è ora essenziale che la moratoria sia applicata concretamente ovunque e in qualsiasi circostanza;   si congratula   per i risultati della Conferenza regionale sulla pena di morte tenutasi in Ruanda il 13 e 14 ottobre 2011 e con le istituzioni legislative e di governo di quegli Stati, come la Mongolia, la Repubblica Centrafricana, lo Swaziland e il Ciad, i cui rappresentanti hanno confermato anche in congresso l’impegno in atto nei loro Paesi a giungere all’abolizione o alla moratoria anche formale della pena di morte dai propri ordinamenti;   riafferma con forza   che la nonviolenza è «lo strumento più adeguato per promuovere l’affermazione dei diritti umani fondamentali», come stabilito dalla Risoluzione sui diritti umani nel mondo adottata dal Parlamento Europeo nel 2008, e chiede che a tale definizione seguano finalmente impegni concreti anche di bilancio da parte delle istituzioni europee;   sollecita ancora una volta   l'accertamento formale delle responsabilità che hanno portato nel marzo 2003 allo scoppio della guerra in Iraq sulla base di informazioni falsificate e di menzogne da parte del primo ministro britannico Tony Blair e del presidente degli Stati Uniti George W. Bush ai propri stessi parlamenti e popoli, per impedire l'alternativa di una pace possibile attraverso l'esilio di Saddam Hussein; considerato inoltre che la recente dichiarazione della Commissione Chilcot di Londra ha stabilito che occorre maggior tempo, almeno fino all’estate 2012, per produrre un rapporto che possa rendere giustizia al tema affrontato,   richiede   che i lavori della Commissione e la pubblicazione del rapporto finale dell’inchiesta siano attentamente monitorati;   saluta   la creazione dello “Special rapporteur per la promozione della verità, della giustizia, della riparazione e delle garanzie di non ripetizione” da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU il 30 settembre 2011, con lo scopo di evitare il ripetersi di situazione come quella che ha portato allo scoppio del conflitto iracheno;   ritiene   che sia giunta l’ora che anche in Italia venga promossa una commissione d’inchiesta sul conflitto iracheno;   riafferma   la necessità di cancellare tutte quelle proibizioni che impediscono le scelte individuali che non recano danno ad altri per renderle possibili, libere e consapevoli in un chiaro quadro mondiale di regolamentazione sia che si tratti della sfera affettiva, della libertà di ricerca scientifica e cure nonché della produzione, del consumo e del commercio delle piante e sostanze incluse nelle Convenzioni ONU sulle sostanze stupefacenti. Solo una regolamentazione legale di questi fenomeni potrà consentire libertà individuali quanto sviluppo umano ed economico equo e sostenibile nel mondo;   ritiene   necessario e urgente riprendere in considerazione azioni nonviolente per l’affermazione di coscienza e disobbedienza civile contro le peggiori leggi liberticite e rafforzare la presenza del Partito alle Nazioni Unite ogni qualvolta l’ONU è chiamata ad affrontare questioni legate a discriminazioni e proibizioni arbitrarie che non hanno motivo né scientifico né giuridico;   individua   nei fenomeni dell’espansione della popolazione umana e dell’esaurimento delle risorse naturali del pianeta due tra le cause più dirette della crisi umanitaria, sociale, politica ed economica degli ultimi decenni;   ritiene necessario   promuovere progetti di mitigazione della crisi attraverso azioni di sensibilizzazione e informazione pubblica, come quelli promossi dal Population Media Center, affinché vengano adottate con urgenza misure di ‘rientro’ della popolazione mondiale entro ordini di grandezza più contenuti. Tale rientro potrà avvenire in modo ‘dolce’ – cioè liberale e non autoritario – attraverso l'affermazione del diritto umano fondamentale delle donne alla scelte individuali in materia di maternità e salute riproduttiva, come già previsto, sulla carta, dalle Nazioni Unite;   individua la necessità   della creazione o del rafforzamento di strumenti per la difesa transnazionale degli ecosistemi, inclusi gli strumenti giuridici e di mercato a tutela delle risorse naturali scarse;   denuncia   il perdurare della pratica delle mutilazioni genitali femminili – contro la quale il Partito conduce, con Non c’è Pace Senza Giustizia e con il Comitato Interafricano contro le Pratiche Tradizionali Nocive per Donne e Bambine, una campagna per l’adozione di una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU per la loro messa al bando; denuncia altresì la pratica nefasta dei matrimoni imposti ai bambini;   ribadisce   la priorità della lotta contro l'impunità per i crimini internazionali, condizione essenziale per la pace e la stabilità, e sottolinea l'importanza cruciale del lavoro in corso per rafforzare l'impatto e assicurare effetto a lungo termine di istituzioni internazionali di giustizia penale, come i tribunali penali internazionali ad hoc e la Corte Penale Internazionale;   prende atto con allarme   dei dati diffusi dalle Nazioni Unite, secondo i quali oltre un miliardo di persone (all’ottanta per cento nei Paesi in via di sviluppo), cioè un settimo della popolazione mondiale sono affette da disabilità, in una popolazione che mediamente invecchia, e ritiene che questa emergenza sociale, oggetto di trattati e convenzioni internazionali quali la Convenzione ONU sulla disabilità, richieda un impegno concreto di attuazione da parte della comunità internazionale;   ritiene,   di fronte al proseguirsi nel mondo degli attacchi alla libera ricerca e conoscenza, alla libertà di coscienza e di pensiero, alla stessa libertà religiosa e di parola e alle altre forme di oscurantismo sia di matrice politico-ideologica che di natura dogmatico-religiosa, urgente e necessario compiere ulteriori passi verso il consolidamento del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica. promosso dall’Associazione Luca Coscioni, come sede permanente di confronto e di iniziativa per i diritti umani, civili e politici fondamentali di ogni cittadino;   riafferma   il diritto fondamentale di tutti e ciascuno alla comunicazione linguistica, senza privilegi e con vantaggio immenso per tutti, contribuendo così a salvaguardare l’ecosistema delle lingue, patrimonio dell’intera umanità, e ribadisce il proprio impegno per assicurare formalmente il diritto dell’umanità all’alfabetizzazione nella Lingua internazionale (detta Esperanto) quale diritto umano, riconosciuto come tale dalla legalità internazionale ed europea, dalla comunità transnazionale e dalle altre sedi e fonti di diritto;   impegna gli organi dirigenti   a rilanciare il progetto degli Stati Uniti d’Europa e la prospettiva federalista mondiale in tutte le organizzazioni internazionali regionali; a operare per l’attivazione concreta delle giurisdizioni o quasi giurisdizioni internazionali a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali; a elaborare una proposta di monitoraggio internazionale sulle condizioni di detenzione; a promuovere ove possibile la presenza di membri del partito all’interno di missioni di osservazione elettorale in Medio Oriente e Nord Africa; ad avviare una campagna di iscrizione rivolta in particolare a quegli esponenti e militanti liberali e democratici nonviolenti che condividono gli obiettivi del partito, servendosi anche di strumenti telematici nelle regioni del Nord Africa, del continente asiatico e dovunque questi si manifestino, ai quali il partito offrirà la propria esperienza politica. Il Congresso accoglie la richiesta dell’Associazione Radicale Certi Diritti di divenire soggetto costituente il partito. Il Congresso inoltre, ringrazia tutti coloro che hanno deciso di iscriversi al Partito nel corso del congresso; rivolge un ringraziamento speciale a Radio Radicale che ha trasmesso integralmente il congresso in diretta e ne rende disponibile tutte le fasi in audiovideo su internet in sette lingue. Il Congresso infine, rivolge un pressante appello agli iscritti, ai militanti e ai simpatizzanti a sollecitare ovunque l’iscrizione al partito.   EMENDAMENTO PRESENTATO DA MARINA SIKORA, TONINO PICULA, ERMELINDA MEKSI, ARTUR NURA   Ribadisce   Che le guerre e le violenze nei Balcani hanno lasciato profonde conseguenze politiche, economiche e psicologiche che ancora a lungo influenzeranno le relazioni in questa parte d’Europa. Purtroppo i paesi balcanici sono pian piano usciti dal focus dell’Unione Europea. Ma l’annunciato ingresso dei Balcani nell’UE significherebbe trovare soluzioni alle dispute tra i paesi balcanici all’interno delle istituzioni europee. Viene accolto dalla Presidenza.

 

 

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Il sovraffollamento nel mondo

Sat, 2011-12-10 17:39
09/12/2011

Popolazione detenuta nel mondo: alcune tendenze

Quella che ormai rimarrà nella storia come “primavera araba” ha attirato una particolare attenzione da parte di chi si occupa dei diritti umani. Questo perché molti Stati hanno messo in atto forme di repressione spietate. Là dove non si è sparato sulle folle dei manifestanti, come in Siria, ci sono stati arresti di massa e torture, come in Bahrain.
Ma se è vero che repressioni violente e trattamenti disumani verso attivisti politici sono avvenuti in tutto il Nord Africa e nel Medio oriente, è altrettanto vero e non meno trascurabile il fatto che le condizioni delle carceri nella maggior parte del mondo sono andate peggiorando.

scarica il rapporto completo

AllegatoDimensione relazione_ristretti_orizzonti.doc729 KB

Libia. Perduca: riconciliazione possibile se appaiata a ricerca verità e giustizia giusta

Sat, 2011-12-10 12:44
10/12/2011

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito:

 La decisione del governo di transizione libico di aver perdonato coloro che hanno combattuto a fianco del vecchio regime e' sicuramente una prima risposta alle accuse di violazioni dei diritti umani da parte del CNT, al contempo pero' occorre, proprio per tentare di seguire quando praticato altrove a seguito di una trasizione tra regimi, come per esempio in Sud Africa, di ricercare anche delle verita' storiche a livello nazionale e circa al ruolo che la Libia ha giocato a livello internazionale. Tra queste ci sono sicuramente le responsabilita di Saif Al-Islam e quelle dell'ex capo dei servizi segreti Al Senussi per quanto accaduto negli ultimi mesi, ma altrettanto sicuramente occorre ricordare chi, come e quando ha sostenuto l Regime di Gheddafi nonche' l ruolo che questi gioco' oltre otto anni fa nel boicottare l'esilio di Saddam Hussein ed evitare quindi la guerra in Iraq. Non vorrei che questo perdono sia invece l'ammissione dell'impossibilita' di poter garantire processi e condanne giuste e in linea cogli standard internazionale, perche' questo sicuramente non deporrebbe a favore del CNT che ha dichiarato di voler processare Saif Al-Islam in Libia. Come ci hanno detto I partecipanti alla tavola rotonda sulla "primavera araba" al 39mo congresso del Partito Radicale creare contesti democratici dopo anni di regimi autoritari prende tempo e necessita' dell'attiva partecipazione di tutti, ma occorre pero' rendersi conto del contesto in cui ci si trova ad operare e la Libia, di tutti I paesi arabi che si son rivoltati con successo, era quella messa peggio.

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

La "Primavera araba" al 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito

Sat, 2011-12-10 11:12
10/12/2011 Nella terza giornata del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, in corso fino a domani presso l'Hotel Summit di Roma (Via della Stazione Aurelia, 99), si continuerà a parlare di democrazia e diritti umani nel sud del Mediterraneo con una tavola rotonda sulla "Primavera araba" che questa mattina metterà a confronto le esperienze di diversi rappresentanti dei movimenti rivoluzionari della regione, tra i quali i libanesi Rami Khouri, editorialista, e Hoda Chalak,della Civil society organisation; gli egiziani Saad Eddin Ibrahim, dell'Ibn Khaldoun Center, e Nada Thabet di Two-thousand women association;e dal Bahrain Khalid Marzouk, Head of Al Wafaq party. Previsti inoltre gli interventi di Ahmad Salah del movimento di Piazza Tahrir e Ellen Khouri attivista dei diritti umani della Giordania. Nel corso della giornata saranno anche illustrate le relazioni finali delle tre commissioni che ieri e oggi si sono riunite per discutere di: Diritti Umani, Democrazia, Legalità; Antiproibizionismi su droghe, scienza e scelte individuali; Ambiente, Debito Ecologico, Demografia. E lavori si concluderanno alle ore 21.   

© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati