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Anno Giudiziario, Turco (Partito Radicale): lo specchio di uno stato criminale che si è andato perfezionando attraverso la censura delle lotte del Partito Radicale e del loro leader
Dichiarazione dell'On. Maurizio Turco, Tesoriere del Partito radicale:Le parole ascoltate oggi rappresentano la logica e scontata conseguenza dell'aver negato ai cittadini italiani per quasi mezzo secolo le proposte radicali perché fossero loro e non il regime partitocratico a sceglierle o rifiutare.Quali altri risultati ci si poteva aspettare da un regime anticostituzionale, violatore seriale del diritto umano politico e sociale alla giustizia, della legalità costituzionale, delle proprie leggi e delle leggi internazionali? Oggi l'Italia, con la lunga storia radicale fatta di proposte di governo e lotte per evitarne la deriva sociale, economica, politica, antidemocratica e la loro e del loro leader contestuale negazione e censura è l'esempio più concreto e compiuto della deriva criminale di uno Stato. La denuncia del caso Italia e l'obiettivo del rispetto della legalità nazionale ed internazionale per il ripristino della democrazia sono obiettivi del Partito radicale che, a partire dall'Italia, rappresentano un prezioso contributo per l'affermazione del diritto e della democrazia ovunque.
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CPI: NPSG accoglie con favore la decisione della CPI di cominciare i processi relativi alle violenze post-elettorali in Kenia
La Seconda Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale (CPI) ha deciso di processare William Samoei Ruto, Joshua Arap Sang, Uhuru Muigai Kenyatta e Francis Kirimi Muthaura, ovvero quattro dei sei individui inizialmente accusati di crimini contro l’umanità, commessi presumibilmente nei mesi che seguirono le elezioni in Kenia durante il mese di dicembre 2007. Fra le accuse confermate vi sono omicidio, deportazione e trasferimento forzato, persecuzione, stupro e violenze sessuali e altri atti inumani. La Seconda Camera Preliminare ha determinato che le prove contro gli indagati Henry Kiprono Kosgey e Mohammed Hussein sono insufficienti per sostenere le accuse, e quindi non si procederà per questi due casi.Dichiarazione di Alison Smith, Consigliere Legale di Non c’è Pace Senza Giustizia: “Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT) accolgono la decisione della Seconda Camera Preliminare di confermare le accuse nei confronti di quattro individui per i crimini commessi durante le violenze post-elettorali in Kenia, che causarono un migliaio di vittime e costrinsero alla fuga centinaia di migliaia di persone. La decisione di cominciare i processi nei confronti di quattro dei sei individui viene è un grandioso passo verso il raggiungimento della giustizia per i Kenioti. In Kenia l’impunità per la violenza a fini politici è stata la regola per troppo a lungo e la decisione della CPI dimostra che questi crimini contro l’umanità non possono mai restare impuniti.“Questa decisione è particolarmente significativa alla luce del coinvolgimento politico e dell’influenza di due degli individui contro i quali sono state mosse le accuse - Uhuru Kenyatta e William Ruto – che sono candidati per le elezioni presidenziali del 2012. L’inizio dei processi contro questi due politici dimostra all’intera comunità internazionale come nessuno sia immune alla giustizia, indipendentemente dal nome, dall’affiliazione politica o dal potere esercitato. Dimostra inoltre che il tempo in cui la violenza veniva ripagata con potere politico sia ormai termianto. “NPSG e il PRNTT sollecitano i quattro accusati ed il Governo del Kenia, a continuare a cooperare con la CPI ed a prendere tutte le misure possibili al fine di garantire la pronta e regolare prosecuzione dei processi. Se in un primo momento il Governo del Kenia si è opposto ad un coinvolgimento della CPI nelle investigazioni dei sei individui ed ha rifiutato di arrestare il Presidente Sudanese al-Bashir, sul quale pende un mandato d’arresto della CPI, quest’ultima decisione permette al Governo di avere una seconda opportunità per dimostrare la sua ferma opposizione alla perpetrazione di crimini contro l’umanità motivate da ragioni politiche ed il suo impegno verso il fine ultimo della giustizia. “Con l’inizio di una nuova fase del procedimento giudiziario, esortiamo inoltre la CPI ad assicurare che le preoccupazioni delle vittime e di coloro affetti dai crimini confermati con la decisione odierna vengano ascoltate ed affrontate. È importante ricordare come le vittime non abbiano solamente il diritto alla giustizia, ma anche alla riparazione e all’assistenza. Il lavoro di sensibilizzazione sul campo, deve quindi essere amplificato al fine di rispondere a tutti i bisogni fondamentali delle vittime e delle comunità in Kenia che hanno subito i crimini commessi durante le violenze post-elettorali, con un’attenzione particolare a donne e bambini. “NPSG e il PRNTT riconoscono che con l’archiviazione dei casi nei confronti di Henry Kiprono Kosgey e Mohammed Hussein Ali, qualcuno potrebbe sentirsi tradito. Ciononostante, raccomandiamo ai Kenioti di accettare pacificamente questa decisione, ricordando in particolare che la CPI è una corte indipendente e imparziale e che giustizia verrà in ogni caso garantita – attraverso istituzioni internazionali o nazionali. “A tal proposito NPSG e il PRNTT rilevano che il perseguimento della giustizia non può essere garantita solamente dalla CPI, la quale si concentra in particolare sui maggiori responsabili. Il Kenia ha il dovere verso i propri cittadini – tra i quali anche centinaia di migliaia di vittime – di attribuire le responsabilità e di prevenire l’impunità per ogni livello di colpevolezza. Fino a questo momento, nessun processo volto ad attribuire responsabilità penali per le violenze commesse nel 2007 è stato svolto in Kenia. NPSG e il PRNTT sollecitano quindi la Magistratura Keniota ad intraprendere rapidamente indagini e procedimenti giudiziari, troppo a lungo ritardati, di tutti i responsabili per le violenze post-elettorali in Kenia.”
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Messa al bando universale delle MGF: NPSG e PRNTT si congratulano con il Rapporto del Segretario Generale ONU ed invocano forte sostegno politico per l'adozione della Risoluzione ONU
New York - Bruxelles - Roma Il rapporto rilasciato questa settimana dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, dal titolo “Ending Female Genital Mutilation”, rappresenta un passo decisivo nella valorizzazione degli sforzi globali e nel sostegno all'eliminazione di questa dolorosa pratica in tutto il mondo. Significativamente, il Rapporto ricorda l'impegno per una messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF) da adottare presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affermando inequivocabilmente che le MGF sono una violazione dei diritti umani universali, che non può essere giustificata da eccezioni culturali. Enfatizzando il ruolo chiave di una legislazione complessiva ed efficace, il Rapporto affianca gli attivisti africani che hanno senza sosta operato per l'adozione di leggi contro le MGF, supportate da azioni di prevenzione e di sensibilizzazione. Dichiarazione di Alvilda Jablonko, Coordinatrice della Campagna BanFGM di Non c'è Pace Senza Giustizia: “Non c'è Pace Senza Giustizia (NPSG) ed il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT), insieme agli altri membri della Coalizione che sostiene la campagna BanFGM, si congratulano per il rilascio del rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che invoca l'adozione e la di una legislazione nazionale che proibisca ogni forma di mutilazione genitale femminile e preveda misure preventive e sostegno per le vittime e le donne a rischio. “Il rapporto nota come l'importanza di un approccio comune e sistematico sulla considerazione delle MGF come una violazione dei diritti umani sia stata riaffermata dalla Decisione dell'Assemblea dell'Unione Africana nella sua diciassettesima sessione, a sostegno dell'adozione di una risoluzione per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili in occasione della sessantaseiesima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Rinnoviamo l'appello a tutti gli Stati e a tutte le organizzazioni regionali ed internazionali a prendere una inequivocabile e condivisa posizione a favore dell'adozione di una Risoluzione ONU per la messa al bando universale delle MGF, al fine di assicurare l'armonizzazione degli strumenti legali contro le MGF in tutti i paesi colpiti, così come predisporre un forte e chiaro sostegno a tutti gli attivisti che operano per porre fine a tale pratica..
“Invitiamo anche tutti i cittadini del mondo ad unirsi ai coraggiosi attivisti che hanno dedicato le loro vite alla lotta contro le MGF, firmando l'appello all'indirizzo www.banfgm.org e chiedendo che le Nazioni Unite compiano i passi necessari per porre fine a questa violazione dei diritti umani.” Campagna BanFGMNon c'è Pace Senza Giustizia (NPSG) ed il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT), insieme al Comitato Interafricano sulle Pratiche Tradizionali che colpiscono la salute delle donne e dei bambini, Euronet-FGM e l'ONG Senegalese La Palabre, hanno collaborato in numerose iniziative volte per promuovere l'adozione di una Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU che mettesse al bando le mutilazioni genitali femminili (MGF) in quanto violazione dei diritti umani, raccogliendo il sostegno degli attivisti dei diritti umani, delle organizzazioni per i diritti delle donne, dei parlamentari e dei rappresentanti di governo dei paesi di Africa ed Europa. Per ulteriori informazioni, si prega di contattare Alvilda Jablonko, Coordinatrice del programma sulle MGF, all'indirizzo email ajablonko@npwj.org, oppure Nicola Giovannini, email ngiovannini@npwj.org, telefono +3225483915. Si prega anche di visitare i siti web: www.npwj.org e www.banfgm.org.
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Libia/Bashir: Perduca, pessimo avvio di relazioni internazionali di Tripoli. Italia e Ue insistano perche si riconosca giurisdizione Cpi
Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca:
E' pessima la notizia della visita di stato del presidente sudanese Bashir a Tripoli e conferma i dubbi circa la qualita' del CNT. Su Bashir pendono capi di imputazione che mandato d'arresto internazionale simili a quelli spiccati dal procuratore della Corte penale internazionale a seguito del mandato del Consiglio di sicurezza nei confronti della famiglia Gheddafi. Ancora peggiore e' il silenzio dei suoi ritrovati amici, Italia in testa.L'incotro tra un governo non legittimato dal proprio popolo e' un dittatore sotto indagine internazionale deve essere una preoccupazione per chi ha, tardivamente, scelto di usare la forza assumendosi la responsabilita' di proteggere i civili attaccati brutalmente. Nei confronti della Libia, ma anche del Sudan, occorre adesso rispettare lo Stato di Diritto internazionale e chiedere che Tripoli acceda allo Statuto di Roma quanto prima e che adegui I propri codici a quanto li' contenuto. L'Italia, che vorrebbe rilanciare l proprio trattato d'amicizia colla Libia, lo includa assieme agli europei nei prerequisiti per le relazioni future.© 2012 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Carceri: Marco Pannella e Roberto Giachetti passeranno la notte di Capodanno nel carcere di Rebibbia
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Russia, Radicali: Putin ha come modelli Cina e corea del nord: condoglianze per la morte di Kim Jong-Il, non una parola ne’ una delegazione ai funerali di Vaclav Havel
Marco Perduca (senatore radicale) e Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani): Nel fine settimana i media hanno giustamente puntato i riflettori sulla manifestazione unitaria delle opposizioni al regime di Putin, la più grande dalla fine dell’Unione Sovietica. Noi vorremmo segnalare due altri piccoli ma assai significativi fatti, che denotano come gli abitanti del Cremlino, nonostante i rumori che arrivano dalla piazza, rimangano con lo sguardo fisso ad oriente, ai modelli cinese se non nord-coreano. La Russia ha espresso le sue condoglianze per la morte del dittatore nord coreano Kim Jong-il ma non ha espresso neppure una parola di cordoglio per la morte di Vaclav Havel; venerdì scorso, a Praga, ai funerali del grande intellettuale e democratico cecoslovacco, l’unico russo presente è stato l´ombudsman per i diritti umani, venuto di sua iniziativa. Perciò, quando Putin dichiara che la Russia ha bisogno di una “psicoterapia nazionale” che lo Stato deve praticare via Internet e in televisione, per infondere ai russi “certezza nel domani”, noi rabbrividiamo. Non vorremmo che l’ultimo zar praticasse a Mosca la stessa politica che sta praticando, nel totale silenzio dei media, nel Caucaso. In Daghestan, nei primi 11 mesi del 2011, si sono registrate 372 persone morte in seguito a scontri o attentati; come dai radicali (ma non solo) più volte denunciato, la violenza esercitata dai russi nella vicina Cecenia è tracimata in tutta la regione. Anche di questo, un giorno, Putin dovrà essere chiamato a rispondere, non solamente al popolo russo ma davanti agli organi della giustizia internazionale.
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Natale in carcere: "condizioni disumane, Regina Coeli va chiuso o riportato a 600 detenuti"
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Parlamento Europeo dibatte ed approva risoluzione per i diritti dei detenuti e sulle condizioni carcerarie in Europa, ricordando la campagna Radicale e di Marco Pannella sulle carceri
Comunicato Stampa del Partito Radicale Oggi il Parlamento europeo ha approvato alla quasi unanimità una risoluzione cofirmata dai gruppi ALDE, PPE, SD, Verdi, Comunisti ed ECR sulle condizioni di detenzione in Europa.
L’approvazione della risoluzione fa seguito al dibattito che aveva avuto luogo ieri pomeriggio sulla base di una serie di interrogazioni orali depositate su iniziativa dei parlamentari Niccolo’ Rinaldi (Eurodeputato italiano del gruppo liberale e democratico, IDV ed iscritto al PR) e Renate Weber (Eurodeputata Rumena del gruppo ALDE) dai gruppi ALDE, PPE, SD, Verdi, Comunista ed ECR.
Nel corso del dibattito, i deputati europei Niccolò Rinaldi e Sarah Ludford (Eurodeputata Liberal Democratica inglese) hanno ricordato la campagna dei Radicali per i diritti dei detenuti in Italia, lo sciopero della fame di Marco Pannella e le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull’emergenza democratica delle carceri italiane.
La risoluzione é basata sulla relazione di Maurizio Turco, Tesoriere del PR ed allora Eurodeputato radicale, che il PE aveva approvato nel corso della legislatura scorsa. Essa, constatando la situazione drammatica che affligge le carceri in numerosi Stati dell’UE, chiede misure urgenti agli Stati membri, alla Commissione ed al Consiglio per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti, anche attraverso una misura legislative europea al riguardo; il monitoraggio della situazione carceraria da parte della Commissione, dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, dei parlamentari nazionali ed europei, del Comitato contro la tortura, nonché la creazione di meccanismi di monitoraggio nazionali indipendenti e l’adesione alle convenzioni internazionali ONU sul monitoraggio internazionale; una maggiore applicazione di misure alternative alla detenzione; la prevenzione e l’investigazione di morti e suicidi in carcere. La risoluzione chiede in particolare alla Commissione europea di esaminare l'impatto delle diversità nel diritto criminale e procedurale negli Stati membri sulle rispettive condizioni di detenzione e, sulla base di queste, di elaborare raccomandazioni a livello europeo, in particolare su misure alternative, politiche di criminalizzazione e decriminalizzazione, detenzione preventiva, amnistia e indulto, con particolare attenzione ai settori dell’immigrazione, dell’uso di droghe, dei giovani.Il testo della risoluzione é disponibile su: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+B7-2011-0687+0+DOC+XML+V0//IT
Gli audio-video ed le trascrizioni del dibattito al PE sono disponibili su:
http://www.europarl.europa.eu/sed/speeches.do?sessionDate=20111214
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39° Congresso: Comunicato stampa dell'ambasciata croata di Roma
Su invito del membro del Partito Radicale Italiano e Vice Presidente del Senato italiano Emma Bonino e dell'esponente del Partito Radicale Non-Violento Marco Pannella, al trentanovesimo Congresso del Partito Radicale Non-Violento, transnazionale e transpartitico, il quale si e' tenuto a Roma dall'8 all'11 dicembre, ha presenziato l'Ambasciatore Tomislav Vidošević.
Alla cerimonia di apertura al grande numero dei radicali dall'Europa e da tutto il mondo con l'intervento introduttivo si e' rivolto il Ministro degli Affari Esteri italiano Giulio Terzi di Sant'Agata.
Nella parte centrale del Congresso, nella quale si sono svolti i dibattiti sullo stato attuale in Europa e sulle prospettive della riforma politica ed economica dell'Unione Europea, e nella quale oltre al Senatore Bonino e all'esponente storico dei Radicali Pannella, hanno esposto i loro punti di vista anche il Vice Presidente della Commissione Europea e Commisario per l'Industria e per le Imprese Antonio Tajani, i gia' Ministri degli Affari Esteri francese e tedesco Bernard Kouchner e Joschka Fischer, insieme al gia' Primo Ministro ungherese Gordon Bajnay e la rinomata giornalista francese Christine Ockrent, venerdi' 9 dicembre e' intervenuto il Deputato al Parlamento Croato Tonino Picula. Il suo intervento e' stato premiato dall'intenso applauso dalla sala gremita, in particolare per il fatto che proprio quel giorno la Repubblica di Croazia a Bruxelles ha firmato il Trattato di Adesione all'Unione Europea.
Demba Traore (Segretario del PRNTT), mia elezione dimostra che diversità è ricchezza e non impedimento
L’avvocato del Mali alla sua prima conferenza stampa da segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, con Bonino e Pannella“La mia elezione non solo dimostra la vera transnazionalità del Partito Radicale, ma testimonia che le diversità non sono un impedimento, ma una ricchezza per lo spirito della politica radicale”, ha dichiarato il neosegretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito Demba Traore, avvocato maliano di etnia maura, alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina alla Camera dei deputati, con Emma Bonino, Marco Pannella e Maurizio Turco, per presentare i risultati del 39esimo Congresso del PRNTT che si è concluso domenica scorsa. “La fiducia che è stata riposta nella mia esperienza di militante per i diritti umani, nel mio essere musulmano praticante, è un elemento significativo: non c'è alcuna incompatibilità fra Islam e democrazia. Il fascino del PRNTT è la diversità linguistica, culturale e spirituale. Perciò rivolgo un appello a tutti a iscriversi al nostro Partito: abbiamo bisogno di tutti”.Al Congresso del PRNTT hanno partecipato circa 700 persone provenienti da 45 paesi diversi, eminenti personalità hanno discusso di consolidamento della democrazia, rispetto della legalità e promozione dei diritti umani, ma anche di ‘primavera araba’ e della crisi finanziaria che ha investito l'economia mondiale. “Un successo – ha continuato Traore – che dimostra l’autorevolezza del nostro Partito su questi temi e il sostegno che esso continua a guadagnare in molte parti del mondo, con iniziative a cui sono fiero di prendere parte da molti anni in prima persona”. “Non possiamo accettare un’Europa basata solo su gli assetti economici e finanziari, occorre il coraggio di ripartire dal progetto degli Stati Uniti d'Europa, da sempre perseguito dal nostro Partito, anche per quei paesi che guardano all’Europa come a una speranza e a un modello”.Demba Traore si è poi soffermato sulla drammatica situazione delle carceri del mondo, proprio mentre arrivava notizia di un nuovo suicidio nell'istituto cagliaritano di Buon Cammino: “Per milioni di persone nel mondo la carcerazione è prolungata e ingiustificata, prima del processo.Le condizioni di detenzione sono inumane e degradanti non solo nei paesi poveri, ma anche in quelli dell’Occidente sviluppato come Italia, al punto che molti detenuti si suicidano. Anche il Presidente della Repubblica italiana ha riconosciuto che è inaccettabile. Tutti approvano laDichiarazione dei Diritti dell'Uomo, ma dove è effettivamente applicata? L'ingiustizia è insopportabile. Possiamo continuare ad accettare che cittadini come noi si trovino in queste condizioni? Io dico di no. Il nostro è un partito che lotta e continueremo a lottare per il rispetto dei diritti umani e della legalità”.“C’è il nuovo leader di un partito ha dichiarato da parte sua Marco Pannella - che nel cuore di Roma e della cristianità, tiene a sottolineare la sua religiosità musulmana, vissuta come praticante: non è forse una notizia? Sono migliaia sul nostro territorio gli uomini di colore, “gli ultimi” tra “gli ultimi”, detenuti nelle nostre carceri in modo immondo per la flagranza criminale del nostro Stato. In Italia si sta manifestando una forza di lotta nonviolenta, in uno Stato in cui prevale ormai il tradimento delle leggi scritte, la bestemmia contro i giuramenti di fedeltà alla Costituzione. Ma vinceranno gli inermi non inerti – ha concluso il leader radicale - e non i violenti impotenti”.
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39° congresso del PRNTT: Lettera del presidente croato Ivo Josipović
Cari Emma e Marco, cari amici radicali, egregi signori Ministri e rappresentanti politici dall'Europa e dal mondo,
Anche in questa occasione saluto questa vostra distinta sede, il 39-esimo Congresso del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito.
Ancora una volta, come lo e' consueto in tutti questi anni, avete riunito i rappresentanti politici, organizzazioni nongovernative e cittadini del mondo intero. Oltre cento partecipanti non italiani sono la migliore dimostrazione della vastita' delle vostre attivita' e del lavoro instancabile che sempre sono stati al servizio dei diritti umani e dei valori fondamentali, per il diritto e per la giustizia.
Sono passati anche venti anni dalla vostra singolare iniziativa nonviolenta contro la guerra di agresione in Croazia e per il suo riconoscimento internazionale. Il ricordo di quei giorni rimarra' segnato per sempre nella memoria storica della Croazia.
Il vostro Congresso si svolge nel momento in cui la Croazia vive un altro successo storico: la firma dell'Accordo di adesione all'Unione Europea. Un momento di orgoglio e di conclusione con successo di un lavoro estremamente richiedente che spetta anche ad altri paesi della regione ai quali vogliamo essere un segnale di indicazione e con i quali vogliamo costruire l'indispensabile: riconciliazione e relazioni di buon vicinato come unica garanzia di pace, stabilita' e progresso, non soltanto nella regione balcanica ma anche in tutta l'Europa.
Per questa ragione e' molto importante anche il vostro contributo alla realizzazione di una favola europea di successo, come sostenitori sinceri della del processo di allargamento, necessario per realizzare un' Europa come quella ideata dai suoi fondatori.
La Croazia nel suo cammino verso l'Ue e' cresciuta in un partner che si sviluppa con successo, che rispetta i diritti umani ed i valori europei, ma e' altrettanto consapevole che il lavoro sulle riforme non e' per niente finito e che ci restano ancora molte sfide. E noi abbiamo bisogno anche di quelle riforme che oltrepassano le richieste dell'Ue.
Per la Croazia, il momento dell'adesione e' un successo storico, ma siamo consapevoli che la profonda crisi che colpisce questa stessa Europa, alla quale giustamente apparteniamo, chiama ad una particoalare responsabilita' e ci da l'occasione per contribuire anche noi alla realizzazione di obbiettivi comuni: sia per quelli che gia' ne fanno parte che per quelli si trovano ancora sulla via verso le integrazioni.
Siamo pronti ad aiutare soprattutto loro, con l'obbligo che le nostre relazioni bilaterali non siano mai un ostacolo per il raggiungimento dell'obbiettivo europeo.
Cari amici,
Vi auguro ancora una volta tanto successo nel vostro lavoro e l'ispirazione per realizzare le idee e le iniziative iniziate ma anche quelle nuove per il bene di ogni singola persona quale che sia il suo orientamento o la sua appartenenza, sempre a favore della democrazia e della giustizia internazionale.
Vostro
Ivo Josipović
Presidente della Repubblica di Croazia
Tunisia: Bonino, "Elezione di Marzouki segnale positivo"
Dichiarazione di Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, in occasione dell'elezione del nuovo Presidente della Tunisia ad interim, Moncef Marzouqi
"L'elezione di Moncef Marzouqi alla carica di Presidente della Repubblica ad interim da parte dell'Assemblea costituente tunisina è un segnale positivo non solo per il futuro della Tunisia ma per l'insieme dei paesi della Primavera Araba. L'impostazione secolare del partito presieduto da Marzouqi - Congrès pour la République - e la collaborazione che è stata avviata con il partito islamista maggioritario all'Assemblea costituente - Ennahda - da la dimensione dei rapporti tra i due partiti usciti vincitori dalle elezioni dell'ottobre scorso. La loro coabitazione è per ora una risposta costruttiva agli allarmismi da più parti creati su di una presunta deriva islamista in Tunisia e non solo. Il profilo personale del nuovo Capo di stato poi, molto improntata alla difesa dei diritti umani e civili - Marzouqi, oltre ad essere stato un oppositore del regime di Ben Ali, ha presieduto la Ligue tunisienne des droits de l'homme - è una ulteriore garanzia di attenzione a diritti così negletti, per non dire calpestati, nei passati decenni."
Lettera aperta di Marco Pannella al Presidente Napolitano
Lettera aperta di Marco Pannella al Presidente Napolitano: perché almeno tu conosca, mentre come negli anni Trenta e attuali al popolo è vietato che, ad esempio, i Radicali hanno ieri eletto loro leader Demba Traoré, non solamente africano di etnia maura ma anche credente e praticante di religione musulmana. Domani (martedì 13 Dic), Presidente, Traore terrà una conferenza stampa alle 11:30 alla Camera. Ti invito all’attenzione. Tuo, Pannella. Signor Presidente, davvero – consentimi di affermarlo pubblicamente – davvero carissimo! Consentimi anche di tentare di evitare – mio dovere e forse obbligo – che tu continui ad essere, come tutto il popolo, impedito di conoscere fin troppi eventi, “notizie”, fatti – specie se riconducibili ai Radicali – colpevoli di arricchire quel loro contributo storico alla forza civile, democratica, nazionale ed internazionale del Partito Radicale – nato in Italia nel dicembre 1955 e da te reiteratamente e pubblicamente onorato riconoscendogli grandi meriti, non solo del passato, mentre il Paese è onerato da un Regime che ne vieta la vita e la conoscenza democratica da parte del popolo, che ne è vittima. Oggi voglio offrirti la “notizia”, il fatto la cui conoscenza è immediatamente stata vietata, non solo agli italianofoni ma a tutti i residenti: il 39° Congresso del NRPTT, costituito da compagni Radicali provenienti da 45 paesi, con voto pressoché unanime, ha ieri eletto a Segretario generale il nostro compagno Demba Traoré, già deputato del suo paese fino al 2007, attualmente noto esponente politico dell’Union pour la République et la Démocratie (URD), secondo partito del Mali. Che il nostro Segretario neo-eletto sia: oltre che africano di etnia maura, ancheun credente e praticante della Religione musulmana è stato fatto ignorare da tutti, ripeto tutti, i media del Regime, di qualsiasi sua collocazione interna. Immediatamente, tutto, ha concorso a clandestinizzarlo come un immigrato qualsiasi di questa Italia, connotabile, ahimè troppo facilmente, come pericoloso, sgradito, se non ignorato. Nelle maledette attuali condizioni carcerarie italiane, barbaramente violente che tu stesso, mirabilmente, drammaticamente, denunciasti il 28 luglio, il conoscere questo “evento” avrebbe già potuto costituire un – quanto urgente, necessario – segnale di speranza per quell’universo di sequestrati. Affermasti, infatti, nell’esercizio delle tue funzioni di Supremo Garante istituzionale del Diritto e dei Diritti, la «prepotente urgenza» di superare queste intollerabili realtà. Purtroppo il Regime ha provveduto, con naturale suo riflesso, a ignorare e smentire proprio quest’urgenza, come potrebbe facilmente desumersi anche dal solo calcolo dei suicidi, nel frattempo realizzati o tentati, oltre che all’assassinio di tanti, schedati invece come morti “naturali”. Carissimo Presidente, ti informo che domattina il Segretario Demba Traoré terrà alle 11.30 – presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione, 4 – una Conferenza Stampa per tentare, doverosamente, di contribuire ad una informazione, alla quale tutto il popolo italiano (e non solo quello penitenziario) ha Diritto, mentre sempre di più viene vietato dalla “legalità di fatto”, essa sì vigente al posto e contro la Legge, nella nostra Repubblica. Per finire, esprimo al speranza che, non solamente tu, ma una parte di noi, tuo popolo repubblicano, potrà, diversamente che negli anni Trenta, “conoscere” per poi poter scegliere e non esser più nelle condizioni attuali e di allora. Grazie dell’attenzione, Signor Presidente, dal tuo Marco Pannella
Domani 13 dicembre, ore 11.30, Camera dei Deputati: conferenza stampa di presentazione dei risultati del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, con il nuovo Segretario Demba Traore
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Risultato votazioni - Seconda sessione del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito
Presidente d'Onore
Votanti 141
Stanzani 104
Bianche 21
Nulle 16
Segretario
Votanti 141
Traoré 125
Magaletti 0
Bianche 10
Nulle 6
Tesoriere
Votanti 141
Turco 114
Bianche 16
Nulle 11
Revisori dei Conti
Votanti 141
Laura Arconti 104
Ranieri Clerici 78
Diego Sabatinelli 88
Bianche 23
Nulle 5
Consiglio Generale
Votanti 140
Lista Diritti Umani, Democrazia, Legalità
Voti 75 Seggi 14
Lista Demografia, Ambiente, Antiproibizionismi
Voti 63 Seggi 11
Bianche 2
Nulle 0
L’avvocato del Mali Demba Traore, musulmano praticante, di etnia maura, è il nuovo Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito
L’avvocato del Mali Demba Traore, 39 anni, di etnia maura, credente e praticante la religione musulmana, è il nuovo Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.
Già deputato e Presidente della commissione giustizia al Parlamento del Mali, Traore è stato eletto domenica sera a Roma dal 39° Congresso del partito, a larghissima maggioranza, su proposta del leader storico Marco Pannella.
Al 39°congresso di questa organizzazione hanno partecipato esponenti politici, rappresentanti istituzionali e militanti dei diritti umani provenienti da 45 paesi. Traore è iscritto e militante nonviolento radicale dal 2003.
Nato a Markala il 29 agosto 1972, sposato con quattro figli, Demba Traore è avvocato dal 1995. E' stato parlamentare dell'Assemblea nazionale del Mali dal 2002 al 2007, ricoprendo la carica di Presidente della commissione Giustizia e di giudice presso l'Alta corte di giustizia competente su reati ministeriali e del Presidente della Repubblica.
Attualmente ricopre l'incarico di responsabile per le relazioni esterne e istituzionali del Partito dell'Unione per la Repubblica e la Democrazia che rappresenta la seconda forza politica del Mali.
E' stato inoltre relatore della commissione di revisione della legge elettorale e in qualità di avvocato ha vinto cause presso la Corte Suprema in materia di brogli elettorali, che hanno avuto come esito l'annullamento di una serie di elezioni amministrative. Da anni è impegnato in campagne sociali e umanitarie, a partire da quella contro le mutilazioni genitali femminili e la pena di morte e a favore dell'assistenza all'infanzia.
"Sono molto emozionato per la fiducia che è stata riposta in me - ha dichiarato Demba - e consapevole della grande responsabilità di questo incarico. Sui diritti umani questo Congresso detto parole importantissime. Adesso la priorità è tradurle in fatti e il Partito Radicale ha già ampiamente dimostrato di saperlo fare, ad esempio con la campagna contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili",
39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. La Mozione generale approvata
DI SEGUITO IL TESTO DELLA MOZIONE GENERALE APPROVATA A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DAL 39° CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRASNAZIONALE E TRANSPARTITO.
RISOLUZIONE GENERALE
- Demba Traore eletto Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito
- Risultato votazioni
- La registrazione audio-video dei lavori del Cogresso
- Le liste del Consiglio Generale
- Campagna contro le stragi e le sistematiche violazioni dei diritti umani dei migranti
- Campo Ashraf in Iraq
- Mozione particolare in merito alla persecuzione delle persone sulla base del loro orientamento sessuale nel mondo e in particolare sulla situazione in Africa
- Mozione particolare sull’Ogaden
- Rifugiati dalla Libia
- Raccomandazione sul Camerun Meridionale ex britannico
MOZIONI PARTICOLARI
RACCOMANDAZIONI
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Il sovraffollamento nel mondo
Popolazione detenuta nel mondo: alcune tendenze
Quella che ormai rimarrà nella storia come “primavera araba” ha attirato una particolare attenzione da parte di chi si occupa dei diritti umani. Questo perché molti Stati hanno messo in atto forme di repressione spietate. Là dove non si è sparato sulle folle dei manifestanti, come in Siria, ci sono stati arresti di massa e torture, come in Bahrain.
Ma se è vero che repressioni violente e trattamenti disumani verso attivisti politici sono avvenuti in tutto il Nord Africa e nel Medio oriente, è altrettanto vero e non meno trascurabile il fatto che le condizioni delle carceri nella maggior parte del mondo sono andate peggiorando.
Libia. Perduca: riconciliazione possibile se appaiata a ricerca verità e giustizia giusta
Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito:
La decisione del governo di transizione libico di aver perdonato coloro che hanno combattuto a fianco del vecchio regime e' sicuramente una prima risposta alle accuse di violazioni dei diritti umani da parte del CNT, al contempo pero' occorre, proprio per tentare di seguire quando praticato altrove a seguito di una trasizione tra regimi, come per esempio in Sud Africa, di ricercare anche delle verita' storiche a livello nazionale e circa al ruolo che la Libia ha giocato a livello internazionale. Tra queste ci sono sicuramente le responsabilita di Saif Al-Islam e quelle dell'ex capo dei servizi segreti Al Senussi per quanto accaduto negli ultimi mesi, ma altrettanto sicuramente occorre ricordare chi, come e quando ha sostenuto l Regime di Gheddafi nonche' l ruolo che questi gioco' oltre otto anni fa nel boicottare l'esilio di Saddam Hussein ed evitare quindi la guerra in Iraq. Non vorrei che questo perdono sia invece l'ammissione dell'impossibilita' di poter garantire processi e condanne giuste e in linea cogli standard internazionale, perche' questo sicuramente non deporrebbe a favore del CNT che ha dichiarato di voler processare Saif Al-Islam in Libia. Come ci hanno detto I partecipanti alla tavola rotonda sulla "primavera araba" al 39mo congresso del Partito Radicale creare contesti democratici dopo anni di regimi autoritari prende tempo e necessita' dell'attiva partecipazione di tutti, ma occorre pero' rendersi conto del contesto in cui ci si trova ad operare e la Libia, di tutti I paesi arabi che si son rivoltati con successo, era quella messa peggio.© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
La "Primavera araba" al 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito
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Radicali italiani
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