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2009 06 20 Referendum elettorali: Le Interviste alla livornese

www.intervisteperstrada.com 2009 06 20 Referendum elettorali Le Interviste alla livornese
Tramonto sul mare a Livorno

Piatto del giorno, sui referendum elettorali oggi Interviste alla livornese. Livorno per me è uno splendore perché ci ho mosso i primi passi indipendenti. A Livorno per la prima volta ho attraversato la strada da solo, per raggiungere Villa Fabbricotti, varcarne il cancello e sentirmi perso, anzi terrorizzato: avevo, quanto? Tre anni e mezzo? Dal cortile di casa mia erano duecento metri, non restava altro da fare che tornare indietro, e di corsa (attraversando la strada per la seconda volta) appena in tempo per asciugare i sudori freddi della tata alla cui attenzione ero sfuggito per qualche secondo. Il mercato americano e una confezione di pepe McCormick in quella lattina bianca e rossa che accompagnò i trasferimenti della famiglia per anni a venire, e la venditrice che gridava "ranocchini, ranocchini belli"... che non sono proprio come le madeleines proustiane, e comunque io come siano non lo so: a Livorno in fondo eravamo solo di passaggio...

2009 06 19 Referendum elettorali: in tanti ci credono perché vogliono crederci. Quorum? Ci credono in pochi

2009 06 19 Referendum elettorali in tanti ci credono perché vogliono crederci al Quorum Ci credono in pochi interviste per strada

E' un urlo, sommesso. E' una speranza -- che andrà probabilmente delusa. E' una truffa -- molti lo sanno. Referendum? Elettorali? Che dice la legge? "Una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno". Ma questa volta si deroga... si vota il 21, solstizio d'estate. Voteranno "Sì"? Parecchi! Il Porcellum? Basta la parola. Si cambia? Macché, è solo un segnale. Ma la democrazia? Be, sì insomma, ma la democrazia (quella aericana, ad esempio) sarebbe un sogno. E in Italia? Be' sì, insomma, ce n'è abbastanza. Certo l'informazione... non c'è o è completamente asservita. Ah! E allora? Ma queste cose non interessano alla "gente", alla gente interessa solo sapere quanti soldi ha in tasca: perché con i soldi in tasca ti senti un signore (coi soldi in tasca si sta da papi: su questo non ci sono discussioni). Eccetera eccetera. Comunque... un'immagine vale più di mille parole, e quest'oggi le Interviste sono in video, buona visione.

2009 06 18 Referendum sul Porcellum. Ma può un paese "normale" avere una legge elettorale chiamata Porcellum? E' la terra dei cachi

L'Intervistatore per Strada vota

NO

Una è per la dittatura alla Gheddafi (proprio all'inizio, l'intervista è funestata da un problema tecnico ma tagliarla non era giusto: è la migliore del mazzo), un altro per dare fiducia ai partiti che sanno cosa è meglio per noi e se ci fidiamo di loro, ci dicano loro cosa è meglio per noi. Un altro la pensa come Pannella ma come Pannella la pensi sull'argomento non gli è tanto chiaro -- gli abbiamo suggerito di ascoltare Radio Radicale.

1977 05 12 12 maggio 1977 cronaca di una strage

12 MAGGIO 1977 gli agenti armati     Giorgiana Masi

Il 12 Maggio 1977, nell'anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, Giorgiana Masi, una studentessa romana di 19 anni, muore colpita al torace da un proiettile nel corso di una manifestazione a Piazza Navona per la raccolta delle firme sugli "8 referendum contro il regime".

1977 Paolo Barile, 1° Convegno "Referendum Ordine Pubblico Costituzione", 31 ottobre 1977

(...) Io domanderei a questo punto ai nostri amici radicali: il successo che essi hanno avuto in tema di raccolta delle firme è indubbio e sta ancora una volta a dimostrare la loro serietà e il loro impegno morale; però le firme sono cose diverse dai sì; è pensabile in questo momento che ci sia una maggioranza che voglia, attraverso questi 8 referendum o alcuni almeno di essi, produrre vuoti paurosi nell'ambito del nostro ordinamento (lasciamo stare i patti lateranensi sui quali ci sarebbe molto da dire, ma lì il vuoto c'è già probabilmente; pensiamo invece all'ordinamento militare)?

1978 Legge 180, una corsa contro il tempo per evitare il referendum

Legge 180, una corsa contro il tempo per evitare il referendum

La legge 180 per chiudere i manicomi viene varata in grande fretta per evitare il referendum che si sarebbe tenuto un mese dopo. La paura di una campagna referendaria fa approvare una norma, che pur essendo rivoluzionaria nello spirito, la fine dell'istituzionalizzazione dei matti, i folli come malati da curare, non riesce ancora oggi dopo tanti anni ad essere completamente applicata. Avere semplicemente demandato alla Regioni la gestione della problematica ha visto una situazione a macchia di leopardo in Italia.

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