2003 04 Pannella, c'e' ancora tempo per esiliare Saddam ... 24/04/2003 Iraq: idea esilio Saddam ancora presente in mondo arabo.

7/04/2003 Pannella, c'e' ancora tempo per esiliare Saddam
ROMA, 7 APR - Siamo ancora in tempo per dare concretezza al nostro obiettivo, se la Farnesina ci ascolta: Marco Pannella, nel corso della consueta conversazione settimanale a Radio Radicale, torna a
chiedere con urgenza passi concreti al governo italiano perche' porti in sede europea entro poche ore la proposta Iraq libero, per l'esilio di Saddam Hussein e la instaurazione di una Amministrazione Onu a
Baghdad. Noi non abbiamo ne' una posizione pacifista ne' una posizione guerrafondaia. Abbiamo un obiettivo di lotta, che conduciamo coerentemente, e che, ne siamo certi, puo' essere reso possibile ileva Pannella.Se le forze della opposizione, se molti cittadini, usando i loro mezzi e la loro fantasia ci aiutano - propone Pannella - abbiamo la possibilita' di rilanciare che il Governo italiano, membro della trojka europea e futuro Presidente di turno, proponga al Presidente Papandreu e al Parlamento europeo, prima di mercoledi', di unire le diplomazie ed i contatti del medio oriente, quelli dell'Europa,
quelli di una parte della Amministrazione Usa rappresentata dal Dipartimento di Stato, perché ci si adoperi per l'obiettivo Iraq libero, esilio per Saddam ed Amministrazione Onu a Baghdad.
Se il Governo italiano si fosse trovato davanti a delle opposizioni forti, che lo avessero richiamato a compiere gli atti che spettano al Governo, forse avrebbe potuto fare qualcosa di piu. Un Saddam
ricercato e introvabile - osserva Pannella - sarebbe una cosa rischiosissima. E non si vede perche' dovremmo pagare, per irresponsabilita' delle nostre istituzioni, un prezzo cosi' rischioso. Basterebbe poco. Hanno preso iniziativa Mubarak, il Bahrein, un ampio fronte di intellettuali arabi, piu' volte l'Arabia Saudita sottolinea Pannella. Lo hanno fatto gli ambasciatori inglesi in diversi paesi arabi, lo ha fatto Blair. La classe politica di tutto il mondo si parla, dialoga, tratta. Non c'e' il Governo italiano. Il Governo italiano manca di esperienza, quella esperienza che la repubblica partitocratica conosceva.
Oggi la Farnesina non e' quella di dieci anni fa, quando la diplomazia funzionava. Il problema e' che il ministro degli esteri, per poter agire, deve conoscere la linea del suo Presidente del consiglio.
14 /04/ 2003 CAGRE
Per l'Italia: Sig. Franco FRATTINI Sig. Roberto ANTONIONE, Sottosegretario di Stato agli affari esteri
I Ministri hanno inoltre discusso la situazione in Iraq alla luce degli avvenimenti in corso, nonché le prospettive per le iniziative da intraprendere nella fase postbellica. Sulla base di quanto affermato nel
Consiglio Europeo del 20-21 marzo ovvero che l'ONU deve continuare a svolgere un ruolo centrale durante e dopo il conflitto, i Ministri hanno avuto uno scambio di opinioni sulle forme specifiche che
tale ruolo dell'ONU potrebbe assumere in termini sia di azioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite sia di coinvolgimento concreto dell'ONU in loco, in particolare ispirandonsi agli esempi del
passato. Essi hanno anche avviato una prima discussione sulla natura degli strumenti dell'UE, oltre
all'assistenza umanitaria, che potrebbero essere usati nell'Iraq postbellico nell'ambito di un quadro
giuridico internazionale soddisfacente.
24/04/2003 Iraq: idea esilio Saddam ancora presente in mondo arabo. Bonino pensa che sia ragionevole provarci (ANSA) - IL CAIRO, 24 MAR - L'idea di chiedere a Saddam Hussein di lasciare il potere ed andarsene in esilio non sarebbe ancora completamente abbandonata da qualche esponente del mondo arabo. Lo si ricava dalla lettura di una dichiarazione del ministro degli esteri saudita, l'emiro Saud al Faysal, pubblicata ieri sul sito internet 'Daralhayat.com', intitolata Lasciamo lavorare la diplomazia. Saddam Hussein ora sa bene a che cosa va incontro il suo paese... e se sta chiedendo al suo popolo sacrifici per la fesa del suo paese, allora forse potrebbe pensare a quale sacrificio egli stesso potrebbe fare per difendere il suo paese. Faysal aggiunge che il presidente Usa George Bush dovrebbe avviare negoziati con la dirigenza irachena e dare na possibilita' alla pace. L'Arabia Saudita, ovviamente - ice Faysal - non offrirebbe asilo a Saddam, ma potrebbe garantirgli un passaggio sicuro. Ci sono altri paesi arabi che sono in posizione migliore per ospitare Saddam. Qualche giorno fa il Bahrein ha rinnovato la proposta di ospitare Saddam Hussein se dovesse decidere per l'esilio,riprendendo quella che era stata formulata, mai ufficialmente, al presidente degli Emirati Arabi Uniti il primo marzo al vertice arabo di Sharm El Sheikh e la cui discussione era stata esclusa ufficialmente da qualsiasi altra riunione araba. Ieri il presidente egiziano, Hosni Mubarak, in una sua dichiarazione ha ripreso l'ipotesi di una soluzione politica necessaria per la crisi irachena, affermando che la guerra dovrebbe finire subito, cosi' come aveva gia' detto a Bush quando il presidente Usa gli aveva telefonato giovedi 20 marzo, subito dopo l'avvio dell'attacco contro l'Iraq. Sempre ieri l'ambasciatore britannico al Cairo, John Sawers, ha consegnato al ministro degli esteri egiziano, Ahmed Maher, un messaggio di Tony Blair, del quale non si conosce il contenuto. Dopo il colloquio, pero', ha dichiarato che la Gran Bretagna deplora che la situazione sia arrivata a questo punto. Oggi pomeriggio, interpellati da alcuni giornalisti a proposito dell' eventuale proposta di chiedere a Saddam di lasciare il potere, alcuni ministri degli esteri arabi riuniti alla Lega Araba hanno reagito irritati, chiedendo per cortesia, di non porre piu' domande su questo argomento. Dal canto suo l'eurodeputata Emma Bonino, al Cairo dove studia arabo da oltre un anno, da detto all'Ansa che da un po' di tempo vado dicendo, discutendo e proponendo l'idea che questa sia la proposta piu' ragionevole oggi sul tappeto. Se la politica e' l'impegno a ragionare per trovare soluzioni adatte alle crisi, questa proposta mi sembra assolutamente idonea a re da base per un lavoro che la renda piu' concreta e le dia possibilita' reali di successo. Percio' bisognerebbe provarci. Il nome di Bonino e' stato indicato da Marco Pannella come quello di uno dei componenti dell'eventuale organismo che trebbe gestire l'amministrazione dell'Iraq sotto l'egida dell'Onu dopo la rimozione dal potere i Saddam Hussein. (ANSA)
“Nessuno tocchi Saddam”. Lo sciopero della sete e della fame di Marco Pannella
Il 26 dicembre 2006, a seguito della conferma della condanna a morte nei confronti dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein, Marco Pannella inizia uno sciopero della fame e della sete per sostenere la proposta “Nessuno tocchi Saddam” volta a scongiurarne l’esecuzione. Un appello in tal senso, lanciato nel giugno 2006 da Nessuno Tocchi Caino, alla notizia della richiesta di condanna a morte dell’ex Rais avanzata dai procuratori iracheni, è stato sottoscritto da oltre 200 parlamentari italiani ed europei, da 3 premi Nobel per la Pace e numerose personalità internazionali.
L’azione di Pannella, che prelude anche all’avvio di un Primo Grande Satyagraha mondiale per la Pace lanciato dal Partito Radicale, si propone di “evitare che tutto precipiti, in Iraq e non solo, in altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle conseguenze incalcolabili”. Decine di media arabi danno notizia dell’iniziativa nonviolenta di Pannella.
Il 30 dicembre, l’ex dittatore viene impiccato all’alba nella sede dei servizi segreti iracheni. Le immagini dell’esecuzione provocano un moto di indignazione in tutto il mondo, anche in quello arabo e negli Stati Uniti.
Dopo l’esecuzione di Saddam Hussein, lo sciopero della fame e della sete di Marco Pannella è rilanciato e convertito sull’obiettivo più generale dell’approvazione di una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. Dal sito radicalparty.org viene lanciato un appello per la moratoria e sono raccolte adesioni all’iniziativa di Pannella.
Allo sciopero della fame aderiscono (al 14 aprile 2007) 689 persone per uno o più giorni da 41 Paesi. L’appello è sottoscritto da 52.421 persone da 158 paesi, tra cui: 17 Premi Nobel, 300 parlamentari nazionali, 262 parlamentari europei, 9 membri di governo, 113 personalità.
Con la sua iniziativa nonviolenta, Pannella chiede al Governo italiano, che dal 1° gennaio è divenuto anche membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, di assumere un impegno formale e concreto a presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali nell’Assemblea Generale dell’ONU in corso.
Il 2 gennaio 2007, in risposta all’iniziativa di sciopero della fame e della sete di Pannella e in attuazione del mandato unanime ricevuto dal Parlamento italiano, la Presidenza del Consiglio dichiara ufficialmente e pubblicamente che “Il Presidente del Consiglio e il Governo si impegnano ad avviare le procedure formali - coinvolgendo in primis i paesi già sottoscrittori della Dichiarazione di dicembre - perché questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all’ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte”.
Il 3 gennaio, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commenta la decisione del Governo con le seguenti parole: “E’ un bel biglietto da visita per l’Italia nel Consiglio di Sicurezza”.
Sempre il 3 gennaio, giunto all’ottavo giorno di sciopero della sete, Pannella lo interrompe e continua con quello della fame che porta avanti fino al 15 gennaio. La lotta nonviolenta sarà più volte ripresa nel corso del 2007 da Marco Pannella a sostegno del voto da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU per favore della moratoria universale delle esecuzioni avvenuto il 18 dicembre scorso.
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