2009 02 25 Evviva evviva il nucleare, fuffa atomica del 2020. E adesso, scarpe made in Italy per CarlĂ


“Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR.
[ Enel - EDF comunicato ufficiale ]
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(segue comunicato Enel - EDF)
Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR (...).
L’accordo Enel-EDF entra in vigore il 24 febbraio 2009 e ha una durata di 5 anni dalla data della sua firma, con possibilità di estensione. ”
[ Enel - EDF comunicato ufficiale ]
Per il momento solo fuffa?
Quanto fabbisogno energetico copriranno queste centrali nucleari?
Quando si inizierĂ a costruirle?
Ma il 2020 non è tanto, tanto lontano?
Per il momento, pare proprio che tanta gente dica, "evviva evviva".
Lo dicono sicuramente all'Eliseo, ora che il budget per les chaussures made in Italy di Carlà e Sarkò risulta, almeno parzialmente, coperto.
Ma lo dicono in tanti anche in Via Nazionale, a Roma, anche se nella fretta di un freddo tardo pomeriggio di febbraio: finalmente, finalmente anche l'Italia avrà il suo nucleare! E sapete perché?
Perché, tanto, se scoppia la centrale in Francia, il fall-out arriva anche da noi, e allora, tanto vale...
Perché tutti i vicini hanno questa bella station-wagon nucleare, e allora noi perché dobbiamo continuare a girare in tassì?
Perché allora, ai tempi di Chernobyl, non mi ricordo come ho votato, ma chi se ne importa?
Ecco, gli argomenti sono questi. Gente allegra il ciel l'aiuta. L'ottimismo è il sale della vita. La sinistra è triste. Tutto bene madama la marchesa.
Ma io ho l'impressione -- solo un'impressione e può darsi ch'io sia particolarmente impressionabile -- che in tanti sappiano che l'orchestra suona mentre il Titanic affonda. E facce troppo contente non se ne vedono, anche se sporgono dal cappottino di cachemire.
Le interviste di oggi, da Via Nazionale, Roma:
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Link Utili
Da ASPO-Italia, associazione di studiosi del picco del petrolio e dei problemi energetici e climatici:
Una comparazione fra Italia e Francia sui costi e i consumi, dove si scopre che la Francia non consuma meno petrolio di noi:
* Sull'uranio e sulla speranza di estrarlo dall'acqua
* Un'analisi dei veri costi del nucleare
* Ancora sull'Uranio
* Un confronto dell'EROEI del nucleare e delle rinnovabili: quanto costa in termini di energia produrre energia con il nucleare o con le fonti rinnovabili?
(Saccheggio da pennarossa.splinder.com, blog, a firma Corrado Truffi)
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