2009 05 13 Gheddafi amico di Berlusconi grazie a lui Bush scatenò la guerra


Le vere cause della resistibile ascesa di Gheddafi: grazie a lui Bush potè scatenare la guerra in alternativa all'Irak libero con l'esilio volontario di Saddam Hussein.. La verità sul ruolo dell'Italia, di Berlusconi.
Libia: interrogazione sulla collaborazione Berlusconi-Gheddafi prima del conflitto iracheno e campagna “Iraq libero” presentata il 12 maggio 2009 dai deputati radicali alla Presidenza del Consiglio e al Ministero degli Esteri
Libia: interrogazione sulla collaborazione Berlusconi-Gheddafi prima del conflitto iracheno e campagna “Iraq libero”
Roma, 12 maggio 2009: I Deputati Radicali-PD hanno presentato un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio e al Ministero degli Esteri sui rapporti tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Leader Libico Gheddafi nel 2003 prima dello scoppio del conflitto iracheno.
Testo Interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Affari esteri:
PREMESSO CHE
- il 19 febbraio 2003, la Camera dei Deputati ha approvato, con 345 voti a favore e 38 contrari, la Mozione sulla campagna “Iraq Libero, unica alternativa alla guerra”, con la quale impegnava il Governo “a sostenere presso tutti gli organismi internazionali e principalmente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'ipotesi di un esilio del dittatore iracheno e sulla base dei poteri conferitigli dalla Carta dell'ONU della costituzione di un Governo provvisorio controllato che ripristini a breve il pieno esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali di tutti gli iracheni”;
- la campagna “Iraq Libero, unica alternativa alla guerra”, è stata sostenuta dalla maggioranza assoluta del parlamento tra cui 303 parlamentari di centrodestra, 193 di centrosinistra, 15 membri del Governo italiano e 46 parlamentari europei italiani su 87 e che tale campagna è notoriamente giunta a un passo dal successo.
CHIEDE DI SAPERE
Quale sia il contenuto del “Memorandum” trasmesso dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Muammar Gheddafi, del quale hanno parlato organi di stampa nel febbraio 2003 e, in particolare, se tale Memorandum contenesse la proposta di esilio per Saddam Hussein.
Se corrisponda al vero quanto riportato nei Diari di Aznar desecretati e pubblicati da El Pais sull’incontro del 22 febbraio 2003 a Crawford, quattro settimane prima dell'invasione dell'Iraq, tra il presidente George Bush e l'allora premier spagnolo, al quale il Presidente del Consiglio sarebbe stato collegato telefonicamente insieme a Tony Blair e nel corso del quale Bush avrebbe informato Aznar che «Gheddafi ha detto a Berlusconi che Saddam se ne vuole andare» e che esisteva la possibilità dell’esilio.
Se non ritenga che il leader libico abbia svolto un ruolo teso non a favorire la soluzione dell’esilio come alternativa alla guerra, ma a determinarne il fallimento, visto il sabotaggio da lui messo in atto nel vertice della Lega Araba di Sharm el Sheik del 1° marzo 2003, che era stato convocato anche per discutere e trovare il consenso sulla proposta di esilio avanzata dagli Emirati Arabi Uniti e che Saddam avrebbe in quel caso accettato, a differenza di quanto più volte dichiarato anche in parlamento dal Ministro degli esteri Frattini.
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