2009 06 01 Alle 24 comincio anch'io lo sciopero della sete. Per strada, di notte, a parlare di politica, vengono belle le interviste

Piazza Navona, le ore ventitrè del 1° giugno 2009, tra circa un'ora comincio anch'io lo sciopero della sete, intanto me ne vado per strada, nella notte, a parlare di politica e vengono belle le Interviste, tranne qualche piccola, tecnica "pausa", mezz'ora filata di voci e accenti diversi, Nord Sud e Centro.
per strada, nella notte, a parlare di politica, vengono belle le interviste
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C'è un siciliano che si nega -- "sono di Roma", dice un signore che passeggia dopo il ristorante, e che di politica non vorrebbe parlare, per non rimettere; ma al Vs. Intervistatore l'inflessione della terra natìa non sfugge, e la sua signora, in mezzo al gruppo di famiglia, ci conferma che di Trinacria si tratta; vorremmo sapere, allora, "che cosa sta succedendo in Sicilia?", ma le bocche restano cucite e non c'è bisogno di altre conferme. C'è il leghista che si manifesta, orgogliosamente di destra, entusiasta del governo e del suo leader, consapevole di quel che succede agli immigrati respinti in Libia ma soddisfatto dei buoni affari che si possono fare tanto con il buon Muammar quanto con l'amico Putin; di Marco Pannella, sa quanto gli basta, lo conosce da una vita, che per lui è già un quarto di secolo: dà da pensare, no?
E allora meditiamo gente meditiamo. Ci sono questi esempi e molto di più nel file di oggi ...
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... e di tante altre cose si sentirà parlare, dall'astensione al Roxi Bar alle pensioni e alle riforme da fare in materia e a quale è l'eta giusta per ritirarsi e se quest'età giusta è suonata anche per Marco Pannella e magari per i radicali tutti ("largo ai giovani" si è anche sentito escalamare), che davvero non c'è il tempo di scriverne; ed è quasi certo che se la gente sapesse, se fosse informata, molte cose sarebbero diverse da quello che si preparano ad essere, a urne chiuse, tra pochi giorni, tra poche ore.
Passo e chiudo, ribadisco solo quest'ultimo pensiero, se ce n'è uno, ed è una risposta a una domanda che viene dall'altra parte del microfono, una domanda che a volte semplicemente è inespressa e solo la si può leggere nei volti o nelle esitazioni e nei silenzi, fatti anche, forse soprattutto di "ignoranza", cioè di non-conoscenza. Non è a noi radicali che viene tolto il "diritto all'informazione". E' a voi che viene sottratto, ai cittadini, a te, a tutti. I "radicali" siete voi.
Ciao,
--
G.
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