2009 06 03 162 in sciopero della sete. Emma Bonino continua l'occupazione della RAI

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2009 06 03 162 IN SCIOPERO DELLA SETE. EMMA BONINO OCCUPA LA RAI Al termine della registrazione di uno spazio di comunicazione politica effettuata alle ore 13 negli studi della RAI a Saxa Rubra, Emma Bonino, in sciopero totale della fame e della sete dalla mezzanotte, ha comunicato al personale RAI presente la sua decisione di iniziare l'occupazione nonviolenta dello studio. Con Emma Bonino, Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nel Pd, membro della Commissione di Vigilanza Rai.

Roma, 3 giugno 2009, da www.radicali.it Roma, 3 giugno 2009, da note di agenzia lette a Radio Radicale: Sono oggi 125 i dirigenti, parlamentari e militanti radicali in sciopero della fame e della sete "per l'affermazione dei diritti costituzionali dei cittadini italiani". Guidati da Emma Bonino che ha trascorso la notte a Saxa Rubra 'occupata' ieri. Per testimoniare una "lotta partigiana per la liberazione da questo sessantennio di partitocrazia" affermano Antonella Casu e Marco Cappato-. "Chiediamo il rispetto delle delibere dell'Autorita' garante per le comunicazioni - scrivono i due dirigenti radicali,capolista della lista Bonino-Pannella: - finora finora rimaste lettera morta. Come sono rimaste inascoltate anche le parole del presidente della commissione parlamentare di Vigilanza, persino dalla sua stessa parte politica". "Viene da chiedersi a questo punto - domandano ancora i candidati della Lista Bonino-Pannella- anche dove siano gli amici e compagni di Sinistra e liberta', o i compagni comunisti. Mentre la nostra lotta partigiana continua, dove sono loro, proprio nel momento in cui sarebbe decisivo un intervento e mobilitazione a difesa dei diritti di tutti?". "Una denuncia contro gli attuali responsabili di Tg1, Tg2 e Tg3 e contro il direttore generale Mauro Masi è stata presentata questa mattina in Procura, a Roma, dall'avvocato Giuseppe Rossodivita per conto dei radicali della Lista Bonino-Pannella che da tempo lamentano di non avere spazio informativo pari alle altre liste candidate alle prossime Europee. Nella denuncia, in particolare, si ipotizzano i reati di abuso d'ufficio e omissione d'atti d'ufficio in relazione, tra l'altro, alla non attuazione dell'ordine impartito dall'Agcom di trasmettere, nei notiziari Tg1, Tg2, Tg3, "servizi di informazione con partecipazione del soggetto politico segnalante Lista Marco Pannella in misura adeguata al riequilibrio informativo" nonché "di rispettare, nel prosieguo della campagna elettorale, all'interno dei propri notiziari, nei confronti della Lista Pannella i criteri di tutela del pluralismo, dell'imparzialita', della completezza, dell'obiettivita', e di parita' di trattamento tra le diverse forze politiche".

Lista Bonino denuncia a pm Roma direttori Tg e Rai
ROMA - "Nei Tg si promuovono solo alcuni personaggi politici e alcune liste, ovvero Pd e Pdl". Lo si legge nella denuncia firmata da Marco Pannella ed Emma Bonino e depositata oggi alla Procura di Roma. Secondo Bonino e Pannella, "i Tg sarebbero deputati in campagna elettorale a garantire la parità di trattamento tra i competitori elettorali, così da garantire agli elettori una informazione completa e imparziale". Nella denuncia si ipotizzano i reati di abuso d'ufficio e omissione in atti d'ufficio per irregolarità nella gestione degli spazi elettorali nei telegiornali della Rai. Vengono chiamati in causa i direttori dei tre Tg della Rai e il direttore generale di Viale Mazzini, Mauro Masi. Nella denuncia si legge anche che i direttori dei tre Tg (Augusto Minzolini, il facente funzioni del Tg2 e Antonio Di Bella) nonché il dg Masi, non hanno adempiuto alle direttive dell'Agcom, che ordinava il riequilibrio informativo in favore tanto della Lista Bonino che di altre liste.

"Ciascun direttore o vicedirettore dei Tg ha un' area politica di riferimento -- scrivono Bonino e Pannella -- formula ipocrita che nasconde una realtà in cui ciascuno di costoro ha propri referenti politici ai quali esprimere fedeltà e riconoscenza. Cosa che si traduce in milioni di euro dei contribuenti, posto che si esprime sotto forma di spazi televisivi garantiti con una informazione compiacente per qualità ed illegale per quantità".

"Solo l'intervento diretto del presidente della Repubblica, giunto a campagna elettorale inoltrata, ha consentito nel corso di questa ultima settimana di mitigare gli effetti di un precedente periodo ove deliberatamente ciascuno dei responsabili delle singole trasmissioni di approfondimento politico aveva omesso di garantire alle liste concorrenti la parità di trattamento dovuta per legge. Ma se questo è accaduto per trasmissioni come Porta a Porta, Ballarò e Anno Zero, ciò non è accaduto per i telegiornali".