2009 06 13 Un dittatore a Roma. Sulla visita di Gheddafi così commenta il mercato di Monteverde

Sulla visita del dittatore libico così commenta il mercato di Monteverde, oggi sabato 13 giugno 2009, ultimo giorno, si spera, di Gheddafi nel deserto democratico italiano.
Perché una delle riflessioni che si possono fare, su questa visita e per come si è svolta, è che la qualità delle relazioni internazionali di un paese è anche indice della qualità delle relazioni interne, e se l'Italia va così d'accordo con la dittatura libica del colonnello, è perché tanto democratico forse il nostro stesso paese non lo è. E' una riflessione che si può fare e infatti si arriva a farla anche in mezzo al mercato e vicini al banco del pesce, dove, ma è un peccato che non avessimo la telecamera, si può assistere alla scena divertente di un pesciolino intero che salta fuori dalla pancia del calamaretto, un attimo prima di essere affettato in anelli. Ma chi si accontenta dell'audio gode e le Interviste per Strada sono qui per questo.
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Ma non per questo bisogna pensare che tutte le opinioni siano così simpatetiche e progressive o superiori come quelle di chi esprime sentimenti forti con brevi parole, "se ho seguito la visita di Gheddafi? Ho avuto il piacere di non seguirla". Sappiamo tutti che ci sono dei prezzi da pagare per tutto quel gas che il colonnello ci ha promesso, e in un modo o nell'altro sono prezzi che paghiamo tutti, alla pompa e al fornello. Sono scelte lungimiranti, quelle del regime italiano di Massimo D'Alema e Giuseppe Pisanu che insieme si recano a sincerarsi delle condizioni di Fratello Muammar, attese le sue preghiere ed eventuali abluzioni sotto la tenda di Villa Pamphili? E il nostro Cesare, nel senso di Silvio Berlusconi, fa il bene dell'Italia e degli italiani quando si reca a raccogliere l'ultimo ruttino del Raìs e a dargli la buonanotte? Farà il bene dei libici il fatto di aver concesso alla Libia riparazioni per quanti misfatti il colonialismo italiano ha commesso in Libia, dal Re a Mussolini all'ENIdi ieri, consegnandole al Mussolini libico di turno?
L'orizzonte è chiaro, almeno per almeno due o tre delle persone che abbiamo potuto ascoltare dal mercato di Via Giovanni Battista Niccolini, tanto che le loro interviste s'intrecciano a distanza come in una tavola, o una strada, rotonda. Occorre dare risposte a macroproblemi, parliamo di energia, produzione, consumo, e anche di moralità politica e del vivere civile. Qualcuno ci ha proposto di "leggere", per essere illuminati di saggezza, i "Libri Verdi" del dittatore. Io non ho li ho letti e ho dovuto perciò confessare la mia profonda ignoranza. "Forse dovrebbe leggerli bene anche Emma Bonino", che a quel punto abbiamo pensato (male) di citare come qualcuno che vorrebbe quantomeno strapparne alcune pagine. C'è non vagamente, "una tentazione", ma è in atto, è imperio presente, e si governano quei macroproblemi con la risposta delle ideologie autocratiche, dittatoriali, totalitarie. "L'onore nazionale" è appena risollevato da un Presidente della Camera che dopo solo due ore di attesa comunica che l'incontro si considera annullato (giustamente Storace, da La Destra dice, "fa sorridere l'eroismo del Presidente della Camera"). I paraventi stanno per cadere, il mondo sarà nuovo e nuove le sue alleanze. Quale Europa? Nazioni in ordine sparso, colonialismo inverso e di ritorno ("i libici in fondo sono cinque milioni", dice sempre il signore che ha letto i Libri Verdi: veramente, più di sei, ma non è questo il punto, quanto arrivare a vedere oltre quei cinque milioni sulle coste libiche), all'ordine del giorno alleanze che mutano, cambiano, e come ha detto lo stesso dittatore libico in Campidoglio, i deboli di ieri che sono forti oggi e viceversa i forti di ieri che sono deboli oggi. Mister Obama? Tra poco agli americani potrebbero restare solo gli occhi per piangere sul passato, avanti l'amico Putin, avanti fratello Muammar.
La domanda perciò dovrebbe essere, quale alternativa? Come la si propone, come la si costruisce?
Sono domande buone per i prossimi programmi di Interviste per Strada, per il momento a voi, da Monteverde e da uno dei suoi mercati, buon ascolto.
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