2009 11 13 Il Proibizionismo è un serial killer

Gaetano.Dentamaro's picture

Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per una piccola quantità di stupefacenti e morto dopo pochi giorni in circostanze “oscure”, con i chiari segni di un pestaggio sul corpo, è stato seppellito lunedì. Il suo nome si aggiunge alla lista dei cittadini morti, negli ultimi anni, dopo essersi trovati a contatto con le forze dell’ordine italiane, fermati per qualche motivo o trasportati in carcere. Ricordiamo alcuni casi: Federico Aldrovandi, 18 anni, morto quattro anni fa per soffocamento e con il corpo pieno di lividi, dopo essere stato fermato da due volanti; Aldo Bianzino, falegname pacifista, arrestato per il possesso di qualche pianta di marijuana e morto misteriosamente durante la prima notte di detenzione; Marcello Lonzi massacrato nel carcere “Le Sughere” di Livorno.

www.encod.de/info/IL-PROIBIZIONISMO-E-UN-SERIAL.html

IL PROIBIZIONISMO E’ UN SERIAL KILLER
Cristina A Senso Unico

…e la lista si allunga.
La lista inizia ad allungarsi. Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per una piccola quantità di stupefacenti e morto dopo pochi giorni in circostanze “oscure”, con i chiari segni di un pestaggio sul corpo, è stato seppellito lunedì.
Il suo nome si aggiunge alla lista dei cittadini morti, negli ultimi anni, dopo essersi trovati a contatto con le forze dell’ordine italiane, fermati per qualche motivo o trasportati in carcere. Ricordiamo alcuni casi: Federico Aldrovandi, 18 anni, morto quattro anni fa per soffocamento e con il corpo pieno di lividi, dopo essere stato fermato da due volanti; Aldo Bianzino, falegname pacifista, arrestato per il possesso di qualche pianta di marijuana e morto misteriosamente durante la prima notte di detenzione; Marcello Lonzi massacrato nel carcere “Le Sughere” di Livorno.
Alcuni erano ragazzi. Tutti in qualche modo erano perseguiti per reati connessi all’uso di sostanze stupefacenti. Questo non giustifica la fine che hanno fatto né la fatica assurda, disumana, affrontata da famiglie e amici per cercare almeno di ottenere la verità. L’opinione pubblica è rimasta spesso indifferente. La gente preferisce distogliere gli occhi: troppo imbarazzante ammettere che le persone pagate per difenderci finiscano per massacrare i nostri figli o i nostri amici.
Forse sarebbe sbagliato fare di tutt’erba un fascio, ma neppure possiamo ridurre il problema della violenza alla retorica minimizzante delle ‘poche mele marce’. Mele marce un cazzo!!! In primo luogo, inizia a nascere il sospetto che non siano poi così poche; in secondo luogo, viene da chiedersi in quale clima, in quale certezza di impunità, in quale cultura politica (Basta ascoltare le scandalose e menzognere dichiarazioni del ministro Giovanardi).
Noi riteniamo che questi fatti siano un tragico esito delle politiche dittatoriali che in nome della crociata antidroga limitano sempre di più le libertà sociali ed individuali criminalizzando interi strati della società.

…il proibizionismo non protegge.
Il proibizionismo in realtà non protegge ma finisce per rovinare l’esistenza a milioni di persone colpevoli di avere uno stile di vita diverso da quello pensato per loro: Casa, scuola, lavoro e Tv.
Dal 1991 al 2005 secondo i dati del ministero dell’interno più di 600.000 persone sono state sottoposte a sanzioni amministrative per la semplice detenzione di sostanze stupefacenti. E’ una persecuzione di massa che avviene quotidianamente nel silenzio. Centinaia di migliaia di persone si trovano senza patente perché risultate positive ai test antidroga (Che tra le altre cose sono scientificamente inattendibili e finiscono quasi sempre per penalizzare i consumatori di Cannabis, cioè di una sostanza che secondo tutte le ricerche scientifiche effettuate dal 1941 ad oggi non porta nessuna influenza negativa sulla guida).
I test antidroga sono stati estesi anche al mondo del lavoro. Già oggi possono venir sottoposti ai test obbligatori i lavoratori dei trasporti ma è probabile che presto diventeranno obbligatori anche per altre categorie di lavoratori. I buffoneschi drug-test a cui si sottopongono volontariamente i parlamentari (una minoranza a dire il vero) servono proprio a preparare il terreno a questa ennesima misura liberticida.

…il proibizionismo rinchiude.
Le camionette di Polizia e Carabinieri che presidiano tutte le sere Piazza delle Vettovaglie e Sant’Omobono dovrebbero servire a tenere lontano gli spacciatori dal centro storico. Ma in realtà finiscono per tener lontane tutte le persone che non hanno voglia di essere osservate, controllate, perquisite ed umiliate, con buona pace dei commercianti che vedono calare i propri affari, già danneggiati dalle leggi che vietano la vendita di alcolici oltre un certo orario.
Il proibizionismo è funzionale ad un modello di omologazione sociale per cui la sera bisogna stare chiusi in casa davanti la Tv. Una prova di questo è la protervia con la quale le istituzioni si sono scagliate contro il Rototom Sunsplash di Osoppo (UD). Gli organizzatori del famoso festival reggae sono stati denunciati per aver agevolato la diffusione di sostanze stupefacenti (Un reato per cui è prevista una pena dai 4 ai 10 anni di galera) perché l’ideologia Rasta sarebbe legata all’uso di Cannabis.

OSSERVATORIO ANTIPROIBIZIONISTA
13 novembre 2009 alle ore 11.40 · Segnala