2010 03 09 Ripristinare legalità e democrazia: Assemblea dei Radicali

Versione stampabile

A Roma si riunisce l'Assemblea dei Radicali: al Teatro dei Comici, come se non ci fosse già abbastanza da ridere o forse perché non c'è niente da ridere. In questa sintesi (arbitraria comunque quanto qualsiasi altra) gli interventi che hanno caratterizzato il tardo pomeriggio: quello di Emma Bonino, che a beneficio dell'ospite, il compagno segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, riassume il lavoro di ricognizione

[la seconda parte...]

[la terza parte...]

[quarta ...]

[quinta...]

[sesta...]

(ora: immaginate di essere Bersani...)

[ultimo capitolo... in arrivo]

compiuto nel corso della giornata; la risposta di Bersani, che annuncia di voler correre in salita col freno a mano tirato, e la replica di Pannella, al quale un'occasione così non capitava dal primo Congresso transnazionale del Partito radicale, in quel di Budapest nel 1989: allora fu Mussi, a capo della delegazione del P.C.I., a malcapitare sotto il profluvio torrenziale pannelliano. Oggi tocca a Bersani: Pannella non si risparmia, perché "so che tu -- gli dice con un sorrisone -- poi rimugini, ci rifletti".
Riflettiamoci anche noi. Buona visione,

--
G.

-- da http://www.radicali.it
Martedì 9 marzo, si terrà a Roma un’Assemblea nazionale dei Radicali, alla quale parteciperanno Marco Pannella, Emma Bonino, i dirigenti dei soggetti politici dell’area radicale, i parlamentari radicali, i candidati delle Liste Bonino Pannella, insieme ai militanti da tutta Italia.
L’Assemblea si svolgerà presso il Teatro di Piazza S. Chiara n.14, dalle ore 10 alle ore 19
“Dobbiamo urgentemente riflettere con grande responsabilità e prudenza, senza illuderci che non giungano mai momenti in cui bisogna assumere posizioni radicalmente chiare e drammatiche. Si tratta di affrontare insieme il dilemma delle scelte da assumere: se sia possibile tuttora continuare a giocare con i bari, in una situazione in cui lo Stato non riesce a rispondere ad esigenze che non siano di Regime", spiegano nella lettera di convocazione i dirigenti di Radicali Italiani, Mario Staderini, Michele De Lucia e Bruno Mellano.
"Vi aspettiamo per discutere assieme, e pubblicamente - come è costume nostro e solo nostro-, convinti che nessuna scelta in questo momento debba essere data per scontata.
Occorre tenere presente il monito di Benedetto Croce: esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per il quale Parigi non valga una messa. Qualcuno c’è: ci siamo. E, con noi, tante donne e uomini che non vogliono cedere alla rassegnazione, né alla legge - partitocratica - del più forte”.

geo:lat=41.89774920864972 geo:lon=12.476928234100342

2010, 8 marzo, Berlusconi, costituzione, decreto, democrazia, Diritto, donne, elezioni, Emma Bonino, governo, Italia, legalità , legge, magheggio, manifestazioni, PD, PDL, peste italiana, regionali, Renata Polverini, Roberto Formigoni, sputtanamento, TAR,PD,partito,democratico,partito democratico,Pierluigi Bersani

www journalistdirectory com Gaetano-Dentamaro

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (3 voti)

1 response to "2010 03 09 Ripristinare legalità e democrazia: Assemblea dei Radicali"

1. La ricostruzione del pasticcio delle liste: i precedenti, le cau

0

l'originale su www.boninopannella.it

La ricostruzione del pasticcio delle liste: i precedenti, le cause, le soluzioni

Il pasticcio delle liste del Pdl escluse in Lombardia e Lazio e del decreto del Governo per riammetterle, è soltanto un aspetto di una questione più ampia e grave: l'illegalità delle competizioni elettorali in Italia.

Come ha dichiarato Emma Bonino le irregolarità riscontrate in questi giorni sono “una metafora dell’illegalità che attanaglia l’intera vita civile e sociale del Paese”. 

Un'illegalità diffusa

I partiti sono abituati a raccogliere le firme in modo illegale potendo contare su complicità e un sistema di illegalità diffusa.

In occasione delle regionali del 2000 i radicali presentarono ricorsi in 83 procure della Repubblica, in tutte le provincie in cui si votava. Le denunce non portarono ad alcuna condanna.

Nel 2005, a seguito dell’esclusione per irregolarità nella raccolte delle firme della lista “Alternativa sociale” di Alessandra Mussolini, il settimanale inglese The Economist scrisse: «La campagna ha mostrato non solo un’allarmante indifferenza nei confronti della legge da parte di entrambi gli schieramenti, ma anche un sistema giudiziario che quasi provoca sdegno - viziato da una legislazione inapplicabile, disonestà legulèica e una indistinta separazione tra il giudiziario e l’esecutivo» (31 marzo 2005).

L'irregolarità nella raccolta delle firme è soltanto una delle tante illegalità dell'intera procedura elettorale. Proprio a causa di queste illegalità - portate all'opinione pubblica dallo sciopero della sete e della fame di Emma Bonino prima del deposito delle firme - la lista Bonino Pannella non è potuta essere presente in 8 regioni su 13.

Cos'è accaduto?

in Lombardia: Marco Cappato ha presentato un ricorso per l'irregolarità nella raccolta delle firme sul listino del candidato presidente Formigoni "Per la Lombardia". A seguito della denuncia radicale, la Corte d'appello del Tribunale di Milano ha riscontrato l'irregolare autenticazione di 514 firme. Il listino di Formigoni senza quelle firme non aveva raggiunto il numero di sottoscrizioni richieste. E così per il sistema elettorale regionale il candidato presidente e le liste collegate non possono candidarsi alle elezioni. I radicali hanno presentato un ricorso anche presso la Procura della Repubblica dimostrando come le firme depositate da Formigoni fossero state apposte prima della chiusura della lista. La data di autenticazione di molte firme precede infatti il 24 febbraio, data in cui sarebbe stato chiuso l'elenco di candidati secondo le notizie diffuse dalla stampa.

 
- nel Lazio: il rappresentante del Pdl Alfredo Milioni è arrivato dopo la scadenza delle 12:00, fissata per la presentazione delle liste. Sui giornali si dice che abbia «lasciato l'edificio del Tribunale forse per andare a mangiare un panino o, forse, per cancellare qualche nome dalle liste che stava per presentare su indicazioni, pare, venute molto dall'alto». Da parte sua, Milioni fornisce versioni contrastanti a distanza di pochi minuti. Il militante radicale Diego Sabatinelli, presente in tribunale, ha denunciato il tentativo di depositare le liste fuori tempo massimo e per questo è stato denunciato dal Pdl per il reato penale di "violenza privata". Durante l’accaduto è stato girato un video che testimonia chiaramente come non vi sia stato alcun genere di contatto e di violenza nei confronti di Milioni e Polesi.

Il decreto

Il 5 marzo il Governo approva un decreto legge per consentire la riammissione della lista Formigoni e della lista del Pdl nel Lazio. Il provvedimento suscita perplessità da parte di molti costituzionalisti. Il TAR del Lazio non lo ritiene valido perché interviene sulle regole di dettaglio delle procedura elettorale la cui regolamentazione è di competenza regionale e non del governo centrale.

I ricorsi

Il Pdl, nella speranza di rimediare a questa situazionhe, ha promosso svariati ricorsi prima presso la Corte d'appello dei rispettivi tribunali, poi presso i TAR regionali.

Il 9 marzo il TAR della Lombardia ha riammesso la lista di Formigoni non contestando il fatto che le firme fossero irregolari, ma perché la decisione del tribunale che le ha dichiarate illegali era avvenuta dopo la scadenza di 24 ore per la presentazione di ricorsi.

Il TAR del Lazio invece, l'8 marzo, ha deciso di non riammettere la lista del Pdl, sostenendo l'inapplicabilità del decreto legge in una materia già regolata da una norma elettorale regionale.

Che fare?

I radicali in un'assemblea pubblica hanno tentato di affrontare il dilemma delle scelte da prendere: se sia possibile tuttora "continuare a giocare con i bari". Tu cosa ne pensi? Cosa andrebbe fatto? Cosa dovrebbero fare i partiti? Come far ragionare il Paese?

cosafare.pdf
cosafare.odt
cosafare.doc

--
G.