2010 03 25 Rai Okkupata, pipì libera. Quella di Berlusconi libera, quella dei radicali vietata.

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In radio, e specificatamente a Radio radicale, si chiama esattamente così, la "pisciata", ovviamente in diretta, e questo sono le telefonate del Presidente del consiglio telefonista: ma se le fa, dice Emma Bonino, "vuol dire che rendono visto che è il Presidente del Consiglio e ha altro da fare di tutta evidenza", commentando le ultime performances di Berlusconi nelle dirette tv "più improbabili". Fanno saltare tutti i tetti, dicono le opposizioni, ma la RAI e il TG1 resistono, fanno ricorso al TAR e alla fine ... [nei video le telefonate di Emma Bonino per il diritto di pipi dei parlamentari radicali che hanno okkupato la RAI "in attesa di parlare con il Direttore generale Masi"]

butteranno la palla in tribuna, scaduti i termini spartite le regioni è un'alba partitocratica nuova quella che si annuncia. Negli ultimi fuochi della campagna elettorale che si accendono stanotte al presidio dei radicali sotto la RAI okkupata dai soliti quattro gatti di onorevoli radicali abbarbicatisi nel palazzo con la scusa (o l'esca? a questo punto è lecito pensarlo) della delegazione, va in scena un nuovo diritto, quello alla pipì degli stessi incauti okkupanti.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=RYkHvUFbp_E]

Confinati con gran dispendio di forze di sicurezza pubblica e privata su pochi metri quadrati di linoleum in chissà quale angolo di corridoio, ai parlamentari radicali che lo hanno chiesto è stato negato di andare a far pipì alla toilette foss'anche la più lontana. Emma Bonino proveniente dagli studi de LA7 dove ha appena finito d'illustrare i dati sulla pioggia dorata telefonica prodotta dal capopopolo della libertà si sofferma al presidio, per altro meglio guarnito appena fino a poco prima dell'ora di cena, e dà di piglio al cellulare. Il dottor Masi c'è? e la Batteria provvede, poche note di Brandeburghese e il Direttore è in linea con la Bonino nel definire paradossale che ai vari "diritti di tribuna" non possa aggiungersi anche un diritto di pipì non virtuale per gli okkupanti che domani di certo lo incontreranno.

c'è una seconda puntata, per la telefonata con il Presidente, e la riserviamo a voi aficionados.

Al momento di andare in stampa non abbiamo il coraggio di raccogliere notizie sullo stato della trattativa renale ma non dubitiamo che l'accordo possa essere stato trovato "nell'Italia patria dei compromessi" anche al livello del terzo piano di Viale Mazzini sede della potentissima RAI. D'altra parte il fatto se lo si vuole è tutto qua: alla fine, se pure stremati, gli okkupanti radicali s'intrufolano, il piano intero burocratico-dirigenziale s'inalbera e tosto si vendica e rivendica rispondendo a tema: e io non te la faccio fare, e io non te la faccio fare.

A Silvio Berlusconi sì, in diretta e calda calda la diffondo in digitale terrrestre. A te nonviolento radicale che mi okkupi il corridoio no. Tutto qui.

E Bersani, non molti giorni fa diceva: "andiamo al popolo", era all'assemblea dei radicali. Che ingenuità.

Berlusconi non ha bisogno di andarci e non perché lui è il popolo o viceversa o altre strane e diverse teorie del rispecchiamento. Tutto questo non c'entra nulla.

Basta accendere la televisione. E il popolo avrà di fronte Berlusconi e Berlusconi il popolo e questo è, più o meno, quello che sta succedendo.

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G.