Life on FB: Non c'è peggior sordo di chi non ha bisogno del microchip sottopelle. Sei fregato, Hermes.

Hermes Agostini pubblica un paio -- tre note su Feisbuc che sono una meglio dell'altra. Il problema degli immigrati! Come lo risolviamo? Occorre davvero trovare una soluzione.
Come gl'italiani sanno -- la maggior parte non sa un beneamato nulla di nulla -- il governo Berlusconi sta lavorando bene e l'accordo con la Libia (paese che ha espresso recentemente la presidenza della Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite), già operativo, consentirà di respingere sulle coste libiche gl'invasori.
Certo ci sono dei costi, ma buona parte di questi costi rientrerà poi nelle tasche degl'imprenditori italici che in Libia costruiranno una grandiosa opera, l'autostrada costiera libica assolutamente indispensabile per lo sviluppo del nostro partner mediterraneo.
Hermes mi chiede se ho da suggerire una qualche politica. Dice che non ho risposto. Ma come, non ho risposto? Ho detto: Altra politica non c'è, e non è possibile nemmeno pensarla, perché ormai quasi tutti pensano come Calderoli e Borghezio, ammesso che pensino (Calderoli e Borghezio pensano, gli altri si limitano a pensare i di loro pensieri). Per una politica radicale, è chiaro, è ormai troppo tardi. Sei fregato, Hermes, non ti restano che i pensieri di Calderoli! E con te, siamo fottuti noi tutti che pensavamo, quand'eravamo giovani, che speravamo nelle sorti (almeno un po') progressive dell'umanità . Ma non era meglio morire da piccoli?
Ciao!
13.1 Lotta alla fame nel mondo, un impegno tradito
Già nel marzo del ’79 il Partito radicale lancia la “Campagna contro lo sterminio per fame nel mondo†che si protrae per anni con azioni nonviolente (marce, scioperi della fame e della sete) e iniziative istituzionali che coinvolgono parlamentari e personalità di tutto il mondo. Nel giugno del 1981, viene lanciato l’Appello “contro la fame e per lo sviluppo†che viene sottoscritto da 113 Premi Nobel.
Nell’agosto del 1981, su iniziativa dei parlamentari Radicali, il Parlamento italiano è convocato - per la prima volta nella sua storia e in via del tutto straordinaria – e approva una mozione che impegna il Governo a destinare a quello scopo 3.000 miliardi di lire, cifra che eleva di almeno dieci volte l’irrisorio stanziamento destinato alla cooperazione.
In quelle stesse settimane, su iniziativa degli eurodeputati Radicali, il Parlamento europeo adotta una mozione sulla falsariga di quella italiana. Il documento viene sottoscritto dalla maggioranza assoluta dei parlamentari europei ed entra in vigore senza dover passare al vaglio del dibattito dell’aula.
In esso si impegna la Commissione esecutiva e gli stati membri a destinare 5 milioni di Ecu (l’euro di allora) per 5 milioni di vite da salvare. Nel 1984 il Parlamento italiano approva la “legge Piccoli†che istituisce il Fondo Aiuti Italiani contro la fame nel mondo prevedendo l'impiego di 1.900 miliardi di lire per un intervento straordinario contro la fame.
Nel giro di 3 anni gli stanziamenti effettivamente decuplicano: il rapporto degli aiuti allo sviluppo rispetto al Pil passa così dallo 0,08% del 1979, anno di inizio della campagna radicale, allo 0,40% del 1986. L’iniziativa italiana provoca un effetto a catena e altri paesi europei aumentano i propri fondi alla cooperazione.
Col passare degli anni, complice il silenzio mediatico, la percentuale di aiuti pubblici allo sviluppo torna alle percentuali degli anni ’70, scendendo nel 2006 all’importo dello 0,11%, il minimo fra i paesi sviluppati, al netto della cancellazione del debito delle nazioni povere.
Ad oggi, l’Italia resta il paese meno generoso tra gli stati membri dell’Unione europea.
Nel 1984, per reperire ulteriori fondi per la lotta alla fame nel mondo, all’interno delle norme del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica che finanziano alcune denominazioni religiose attraverso il contributo volontario obbligatorio col meccanismo del cosiddetto “8x1000†sul gettito totale Irpef, si prevede l’opzione di finanziare lo Stato per scopi sociali o assistenziali tra i quali, appunto, la fame nel mondo.
Nel 2004, ultimo anno con dati attendibili, il gettito complessivo dell’8x1000 è di circa 897 milioni di euro. Solo il 39,6% dei contribuenti esprime la propria scelta, e la somma corrispondente, 355 milioni di euro, è distribuita tra i sette enti previsti dalla legge, tra cui lo Stato. Il 60,4% non si pronuncia, ma la quota corrispondente dell'otto per mille, pari a 541 milioni di euro, è comunque ridistribuita proporzionalmente in base alle opzioni esplicitamente espresse.
Lo Stato, che in 25 anni non ha mai fatto pubblicità sulle finalità del suo 8x1000, riceve circa 100 milioni di euro: sottratti gli 80 milioni di euro che a partire dalla finanziaria 2004 vengono trasferiti al bilancio generale, rimangono 20 milioni di euro, di cui solo 880.000 euro (il 4,44%) viene destinato dallo Stato alla “fame nel mondoâ€.
da: LA PESTE ITALIANA
Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario
“A futura memoria (se la memoria ha un futuro)â€. L. Sciascia
Radicali italiani
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